Speciale Conferenza Nazionale Dispositivi Medici. Lorenzin: “Sanità italiana avanguardia tecnologica. Ma troppe ‘macchine’ lavorano poche ore al giorno”

Speciale Conferenza Nazionale Dispositivi Medici. Lorenzin: “Sanità italiana avanguardia tecnologica. Ma troppe ‘macchine’ lavorano poche ore al giorno”

Speciale Conferenza Nazionale Dispositivi Medici. Lorenzin: “Sanità italiana avanguardia tecnologica. Ma troppe ‘macchine’ lavorano poche ore al giorno”
"Negli ospedali italiani ci sono dispositivi straordinari. Si stanno apprendo scenari del tutto nuovi e in questo settore il progresso viaggia a enorme velocità, con un tasso di innovazione a 6 mesi". Ma c'è ancora il problema della scarsa utilizzazione delle apparecchiature diagnostiche che si porta dietro la piaga delle liste d'attesa

“Il 2014 è stato l’anno della programmazione, messa a punto coniugando sostenibilità ed efficienza, costo e prestazione. Il 2015 sarà quello dell’implementazione, dodici mesi in cui dovremo lavorare all’interno di un disegno complessivo, con un approccio globale, evitando di ragionare per compartimenti”. Con questa parole il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha aperto il suo intervento nel corso della ‘Conferenza Nazionale sui Dispositivi Medici’.

Filo conduttore dell’anno che sta per chiudersi è stato il Patto per la Salute, “pilastro per la definizione certa dei budget e per l’affermazione del principio che la salute non è un costo, ma un investimento – ha sottolineato – Si tratta infatti di un comparto pienamente in grado di sviluppare valore aggiunto”. All’interno dell’accordo tra Stato e Regioni “risiede quindi l’impalcatura di un sistema che sta cambiando, all’insegna concetti chiave come misurabilità e valutazione”. Nel 2015, definito appunto dal ministro l’anno dell’implementazione, “dovremo essere capaci di verificare attentamente i risultati, intervenendo negli ambiti che non funzionano. Controllerò oculatamente l’attuazione nei dettagli del Patto, altrimenti il sistema rischia di non reggere”.

Sono ore cruciali per il semaforo verde del Senato alla legge di Stabilità e il ministro rivela che “sto aspettando con trepidazione che venga approvato l’emendamento sull’epatite C, che consentirà a 1,4 milioni di italiani di curarsi grazie ad un fondo apposito per il nuovo farmaco. E’ una conquista enorme, che otteniamo grazie agli enormi progressi della ricerca scientifica”. In prospettiva “stiamo lavorando con particolare impegno all’implementazione della sanità integrativa, che in primavera sarò argomento di un piano ad hoc”.

Per quanto riguarda il parco macchinari di cui dispone la sanità italiana, Lorenzin ha ricordato che “negli ospedali italiani ci sono dispositivi straordinari. Si stanno apprendo scenari del tutto nuovi e in questo settore il progresso viaggia a enorme velocità, con un tasso di innovazione a 6 mesi”. E’ per questo che la Pubblica Amministrazione “deve adeguarsi a così rapidi cambiamenti, acquisendo un approccio manageriale, calandosi nei panni di un moderno buyer”. In Italia ci sono però “macchinari che lavorano poco, per esempio le Tac che vengono utilizzate soltanto per 6 o 7 ore. Ciò pone importanti questioni in termini di efficienza e penso, per esempio, all’annoso problema delle liste d’attesa”.

Il settore dei dispositivi medici assume quindi un ruolo sempre più decisivo per vincere le sfide che attendono il Ssn, “dato che parliamo di tecnologie in grado di migliorare la qualità e l’aspettativa di vita- ha evidenziato Marcella Marletta, Direttore Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico presso il Ministero della Salute – In questo senso, esempi emblematici sono quelli riguardanti i progressi per il cancro al senso”. Un ambito in continua evoluzione, “con frontiere che possono continuamente essere spostate in avanti. Mi ha particolarmente colpita un dispositivo microchip che può essere inserito nel nervo ottico così da permettere di vedere oggetti di grosse proporzioni a persone quasi cieche”.

Il nodo strutturale resta “quello dei costi e della sostenibilità, ma non si può continuare ad approcciare ogni problema nell’ottica dei tagli, perché in questo modo l’innovazione si riduce e le capacità di accesso al paziente peggiorano”. La spending review “non può essere attuata soltanto abbassando i costi, poiché dobbiamo ricordarci che in sanità l’Italia è ai primi posti come performances e agli ultimi come spesa”. Senza dimenticare che i dispositivi medici “necessitano di regole diverse dai farmaci e per questo il Patto svolge un ruolo essenziale, fornendo un nuovo approccio alla governance”. Il quadro è quindi incoraggiante, “anche perché – ha concluso Marletta – l’Italia è l’unico Paese europeo che dispone di dati precisi sui dispositivi medici e che può quindi assicurare un monitoraggio puntuale”.
 
Gennaro Barbieri
 

Gennaro Barbieri

18 Dicembre 2014

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