Speciale: la #sanità twitta a @matteorenzi. Hausermann (Assogenerici): “Regole stabili e velocizzare gli investimenti”

Speciale: la #sanità twitta a @matteorenzi. Hausermann (Assogenerici): “Regole stabili e velocizzare gli investimenti”

Speciale: la #sanità twitta a @matteorenzi. Hausermann (Assogenerici): “Regole stabili e velocizzare gli investimenti”
È questo quello che il presidente di Assogenerici, Enrique Haursemann, chiede all’esecutivo. E poi chiede l’abolizione del Patent Linkage, che ricorda è una norma “introdotta dal Decreto Balduzzi” in quanto “ritarda di fatto l’ingresso sul mercato dell’equivalente spostando di conseguenza i possibili risparmi per il sistema sanitario e per il paziente”.

“Il comparto farmaceutico nella sua globalità chiede tre cose. La prima, stabilità delle regole a medio termine. Perché le aziende devono essere in grado di redigere i propri programmi con certezza senza che questi vengano sconvolti da improvvise manovre; la seconda che la Pubblica Amministrazione onori i debiti verso le aziende fornitrici. E infine la terza una riduzione dei tempi autorizzativi degli investimenti industriali. La burocrazia oggi penalizza fortemente qualsiasi iniziativa industriale favorendo di fatto altri paese europei”.
Questo chiede il presidente di Assogenerici, Enrique Haursemann, al governo Renzi per il suo comparto.
 
Se poi gli si chiede quali sono le istanze specifiche della sua categoria, Haursemann non sembra aver dubbi “Payback, in caso di sfondamento del tetto fissato per la spesa ospedaliera e per la spesa territoriale”. Perché spiega il presidente di Assogenerici “il meccanismo viene applicato senza distinzione a tutte le tipologie di farmaci, siano essi coperti o meno da brevetto, prevedendo per tutte le aziende lo stesso tasso di crescita (o non crescita) ed imponendo una medesima disciplina a situazioni sostanzialmente differenti, senza tenere in conto la particolarità delle aziende che producono farmaci equivalenti, che, per il solo fatto di essere disponibili sul mercato ed avendo negoziato un prezzo di rimborso nettamente inferiore al farmaco originator di riferimento,  contribuiscono in maniera sostanziale alla riduzione della spesa  farmaceutica stessa. Si trovano quindi nella situazione di dover ripianare una spesa farmaceutica che hanno contribuito a ridurre”.
 
Infine le proposte per risolvere i problemi sono “la revisione della legge al fine di eliminare questa distorsione”. A partire dal Patent Linkage, che ricorda Haursemann è una norma “recentemente introdotta nella forma stabilita dal Decreto Balduzzi, vale a dire il vincolo dell’ammissione alla rimborsabilità dei farmaci equivalenti alla data di scadenza del brevetto, ritarda di fatto l’ingresso sul mercato del farmaco equivalente spostando di conseguenza i possibili risparmi per il sistema sanitario e per il paziente. Va sottolineato che è una pratica vietata dalla Commissione europea, e che sopravvive soltanto in Italia, con l’unico effetto di ritardare indebitamente la disponibilità per il SSN dei farmaci equivalenti non disponendo nemmeno  delle date certe di scadenza della protezione brevettuale”.
 
Alla luce di quanto esposto per Haursemann la soluzione è: “l’abrogazione di questo provvedimento non fosse altro in conformità con la normativa europea”.

25 Aprile 2014

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