Ssn. Cgil: “Una mobilitazione con Cisl e Uil per riportare il Ssn al centro dell’agenda politica”

Ssn. Cgil: “Una mobilitazione con Cisl e Uil per riportare il Ssn al centro dell’agenda politica”

Ssn. Cgil: “Una mobilitazione con Cisl e Uil per riportare il Ssn al centro dell’agenda politica”
Questa la proposta lanciata dalla Confederazione nel corso dell’evento “Una Sanità pubblica, forte, di qualità PER TUTTI”. In un documento il sindacato presenta le sue proposte per sostenerlo e ricorda che "il diritto alla salute e alle cure è un eccellente investimento economico” IL DOCUMENTO

“Una grande mobilitazione con Cisl e Uil, per restituire forza al Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale”.
 
È questo il messaggio lanciato oggi dalla Cgil dal palco del Centro Congressi Frentani di Roma, dove si è tenuta l’iniziativa “Una sanità pubblica, forte, di qualità Per tutti”, dove è stato presentato un documento che contiene le linee strategiche stilate dalla Confederazione per sostenere e rilanciare il Ssn,
 
“Il diritto alla tutela della salute e alle cure, sancito dalla nostra Costituzione, non è garantito in modo uniforme ed equo in tutto il territorio nazionale e per tutti – ha affermato il sindacato in una nota – per questo la Cgil propone una grande mobilitazione, in primo luogo unitaria con Cisl e Uil, per restituire forza al Ssn pubblico e universale”.
 
Per garantire il diritto alla salute e alle cure in tutto il Paese, si legge nel documento non basta il recente Decreto che ha definito i nuovi Lea,” atto importante ma non sufficiente”. Occorre innanzitutto “adeguare le risorse destinate al finanziamento sanitario, invertendo le previsioni del Def che prevedono per il 2019 un crollo del rapporto spesa sanitaria PIL dal 7% al 6,4%, e aggiornando i criteri di riparto del fondo sanitario tra le Regioni”.
 
È necessario poi “rimuovere gli ostacoli che costringono i cittadini a rinunciare alle cure”, e quindi “superare i ticket, con un’exit strategy da discutere anche con i sindacati, abbattere le liste d’attesa, monitorare e intervenire sull’applicazione dei Lea per rimediare alla frantumazione del Ssn, considerando anche le differenze di genere”, e ingaggiare una “lotta alla corruzione, non solo con il decisivo ruolo dell’Anac, ma anche con l’impegno della società civile”.
 
Nel corso dell’iniziativa di oggi è stato sottolineato come “i crescenti bisogni dovuti ai cambiamenti demografici richiedano una profonda riorganizzazione dell’assistenza sanitaria e sociale”, che deve partire da “più prevenzione, più assistenza nel territorio e più integrazione socio sanitaria, tema cruciale per le nuove politiche di welfare che richiede un ruolo attivo dei Comuni”. Inoltre è fondamentale “una massiccia e diffusa innovazione tecnologica”.
 
La Cgil ha ricordato che “l’universalità dei diritti è fondata sulla centralità della funzione pubblica” ma che va riconosciuto “un giusto ruolo al settore privato, per questo servono regole e standard precisi”, e a tal proposito “preoccupano i decreti attuativi della legge di riforma del III Settore, che rischiano di favorire un’irruzione delle logiche di mercato nell’assistenza socio sanitaria”.
 
Nel corso del dibattito è stata dedicata una riflessione anche al welfare contrattuale, su cui ci sarà un approfondimento specifico nella giornata di domani, e all’assistenza sanitaria integrativa, il cui ricorso va orientato “per sostenere il welfare universale e il Ssn”.
 
“L’innovazione e la riorganizzazione del Ssn sono possibili solo valorizzando il lavoro, superando le precarietà, salvaguardando e aumentando i livelli di occupazione, rinnovando e rispettando i contratti”, è stato ricordato dal palco del Centro Congressi Frentani. E “accanto al lavoro altamente qualificato del Ssn, nella lunga filiera dei servizi socio sanitari, c’è troppo lavoro ‘povero’ e precario, che deve ottenere più valore e solidità”.
 
In conclusione il documento presentato oggi evidenzia come il Ssn nel garantire il diritto alla salute e alle cure sia anche “un eccellente investimento economico” in quanto la filiera della sanità vale oltre 150 miliardi e per ogni euro speso in sanità si generano 1,7 euro circa. Anche per questo, come hanno fatto molti altri paesi, occorre investire nel settore”.

04 Luglio 2017

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