Stabilità. Concluso il confronto a Palazzo Chigi. Da Regioni nuove conferme su Fondo sanitario 2016: sarà di 111 mld. Ma Chiamparino non molla: “Indispensabili ulteriori risorse”

Stabilità. Concluso il confronto a Palazzo Chigi. Da Regioni nuove conferme su Fondo sanitario 2016: sarà di 111 mld. Ma Chiamparino non molla: “Indispensabili ulteriori risorse”

Stabilità. Concluso il confronto a Palazzo Chigi. Da Regioni nuove conferme su Fondo sanitario 2016: sarà di 111 mld. Ma Chiamparino non molla: “Indispensabili ulteriori risorse”
Questa la cifra che dovrebbe essere inserita nella Legge di Stabilità e che è emersa al termine dell’incontro tra Governo e Regioni. Per quanto riguarda i tagli di 2,2 mld pregressi stabiliti dal Governo Monti, l'Esecutivo si sarebbe preso qualche ora nel tentativo di mitigarne l’effetto. Chiamparino: "Per sanità servono almeno 2 mld sui 3 di aumento previsti”. Duro Toti (Liguria): “Si continua a tagliare sulle Regioni”. Lorenzin: "Priorità ai Lea e precari"

“Il fondo sanitario nel 2016 sarà di 111 mld ma bisognerà fare un ragionamento in più con il governo”.  Queste le parole del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani al termine dell’incontro tra le Regioni il Governo svoltosi oggi a Palazzo Chigi. 

Ma la battaglia sul Fondo sanitario non sembra destinata a finire anche perché nel pomeriggio è arrivato il commento del presidente delle RegioniSergio Chiamparino che ha evidenziato come le risorse per la sanità non sono sufficienti. "Nell’incontro di oggi con il Governo sulla Legge di stabilità – ha detto – abbiamo apprezzato la disponibilità di lavorare ad un accordo su soluzioni di risparmi finanziari da noi proposte, ma che sono tecnicamente al di fuori del Fondo Sanitario Nazionale”.
"Per quanto riguarda invece la sanità – ha specificato Chiamparino – abbiamo ribadito che sono indispensabili ulteriori risorse, servono almeno due dei tre miliardi previsti di aumento del fondo. Senza di questi, infatti, è difficile far fronte anche alle richieste di accesso ai farmaci innovativi, all’implementazione dei livelli essenziali di assistenza e al rinnovo dei contratti”.
 

Per quanto riguarda invece il taglio pregresso (Governo Monti) di 2,2 mld traspare il tentativo del Governo di limarne, se non proprio dimezzarne l’impatto.  “C'è la possibilità di ridurre la forbice – ha detto il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella – anche se non ci sono ancora certezze. Anche dopo il Cdm ci sarà modo di recuperare. Contiamo di farlo scendere anche di più di 1,2 miliardi".

Pittella ha poi parlato anche della questione relativa al fondo per le regioni virtuose "che affronteremo dopo la manovra. Si tratta di una sorta di fondo di premialità per le regioni che tengono bene i conti ma anche per quelle che stanno gestendo bene il piano di rientro".

Più critico il presidente della Liguria e vice presidente delle Regioni Giovanni Toti per cui “la stretta sulla spesa delle regioni c’è. Il governo si è preso qualche ora per finire i conti complessivi della manovra” e per studiare “alcuni interventi tecnici sulla spesa non sanitaria che potrebbero mitigarne l’impatto. Io spero che qualcosa possa ancora essere guadagnato per il fondo sanitario ma parliamo di briciole".
 
In ogni caso per Toti “continua la politica dei tagli che prima o poi ci porterà a riunirci intorno ad un tavolo per discutere qual è la funzione politica delle regioni e quali sono le autonomie al di là della brutta riforma che si sta votando al Senato”.
 
Dal lato del Governo non sono stati molti i commenti anche se il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha ribadito che “bisogna far partire i Lea e bisogna riassorbire i precari''. Secondo quanto riporta l’Ansa, questi i punti fermi che il ministro avrebbe ribadito durante l’incontro. C’è l'assoluta necessità che nell'utilizzo dei “risparmi della Pubblica Amministrazione si riparta dal comparto della sanità, da troppo tempo fermo”. “Si eliminino gli sprechi, tagliando i rami secchi – ha aggiunto la Lorenzin – e si investa sulla salute. Tutto ciò che viene risparmiato va reinvestito in questo comparto”.
In ogni caso (e in attesa di sapere le cifre ufficiali della Legge di Stabilità) la partita sembra ancora tutta da giocare, anche perché le Regioni non sembrano aver accolto con favore la cifra di 111 mld per il Fondo sanitario e certamente anche dopo la presentazione della Legge di Stabilità la battaglia sulle risorse è destinata a proseguire. 


 


Stefano A. Inglese

Stefano A. Inglese

13 Ottobre 2015

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