Stamina. Lorenzin dopo la nuova bocciatura: “Adesso sopprimere il decreto Balduzzi” 

Stamina. Lorenzin dopo la nuova bocciatura: “Adesso sopprimere il decreto Balduzzi” 

Stamina. Lorenzin dopo la nuova bocciatura: “Adesso sopprimere il decreto Balduzzi” 
Ora che anche il nuovo comitato di esperti ha bocciato il metodo di cura con cellule staminali mesenchimali secondo la ministra della Salute, “l’unica via è quella della soppressione del decreto Balduzzi”. Ma l’ex ministro della Salute del governo Monti ha sempre smentito di aver dato l’ok, con il suo decreto, alla sperimentazione. 

Nel gioco delle responsabilità relative al caso Stamina il punto di partenza è quasi sempre lo stesso: il decreto-legge 25 marzo 2013, n. 24, recante disposizioni urgenti in materia sanitaria, meglio noto come  “decreto Balduzzi”. Un decreto che le Camere appena insediate licenziarono nella primavera del 2013.
 
L'articolo 2 della legge, a seguito delle modifiche apportate dal Parlamento, autorizzava le strutture pubbliche a completare i trattamenti a base di cellule staminali mesenchimali avviati su singoli pazienti. In realtà lo stesso Renato Balduzzi ha più volte smentito di aver dato l’ok alla sperimentazione. In particolare in una lettera scritta all’Huffington Post il 25 aprile scorso ricordava come “quello che è conosciuto come Decreto Balduzzi, cioè il testo originario approvato dal Governo Monti, non prevedeva alcuna sperimentazione dei prodotti Stamina, ma sottoponeva a più severe condizioni la preparazione dei medicinali da sperimentare”.
 
Aggiungendo che in “Consiglio dei Ministri ci fu una discussione molto approfondita e ritenemmo nostro dovere intervenire, appunto, per senso di responsabilità”. Era in gioco per Balduzzi “non solo la credibilità del Ssn, ma anche il rapporto tra il cittadino e l’ordinamento. Il nostro decreto-legge non legittimava nulla, ma stabiliva che, a certe condizioni, coloro che avevano avuto la possibilità di ricevere questi trattamenti potevano continuare a farlo”.
 
Insomma il senso del decreto per Balduzzi era: “mettiamo una normativa a regime che impedisca nuovi casi Stamina per il futuro e intanto non sbattiamo la porta in faccia a chi ha incominciato a farlo, anzi stabiliamo un termine”.
 
Se ci sono delle responsabilità da assegnare aggiunge l’ex ministro casomai vanno cercate “nel corso della conversione in legge” quando il Decreto “venne profondamente modificato, per non dire stravolto”. Insomma conclude Balduzzi dall’Huffington Post “Se si vuole seriamente intervenire in questa vicenda bisogna ripartire dal testo originario del decreto legge”.
 
Di tutt’altro avviso è invece l’attuale ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, la quale ancora oggi prende decisamente le distanze da quel decreto e, a seguito dell’ennesima bocciatura da parte comitato di esperti, suggerisce come unica via “quella della soppressione del decreto Balduzzi”.
Dal punto di vista “sanitario e scientifico” per la ministra della Salute “la questione è chiusa, è conclusa”. Ora che "potremo dire che questa parte è stata definitivamente chiarita – ha concluso Lorenzin – spero che il Csm apra una riflessione proprio sul rapporto tra giustizia e scienza”.

03 Ottobre 2014

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