Tagli sociosanitario. Interrogazione di D’Ambrosio Lettieri (DI): “I conti non devono quadrare sulla pelle dei più deboli”

Tagli sociosanitario. Interrogazione di D’Ambrosio Lettieri (DI): “I conti non devono quadrare sulla pelle dei più deboli”

Tagli sociosanitario. Interrogazione di D’Ambrosio Lettieri (DI): “I conti non devono quadrare sulla pelle dei più deboli”
Così il componente della commissione Sanità del Senato, che ha presentato sull’argomento una interrogazione urgente ai Ministri della salute, del lavoro e dell’economia e delle finanze, commenta l'intesa Stato Regioni che ha sancito un taglio di 261 milioni per le politiche sociali, 50 mln per le non autosufficienze e 422 mln per il Fondo sanitario nazionale.

“Il taglio per complessivi 261 milioni di euro al fondo per le politiche sociali (meno 211) e a quello per le non autosufficienze (meno 50), è inaccettabile. Non si possono far quadrare i conti sulla pelle delle fasce più deboli e a scapito della tutela della salute dei cittadini”. E’ quanto sostiene in una nota Luigi d’Ambrosio Lettieri (Direzione Italia), componente della Commissione Sanità del Senato, che ha presentato sull’argomento una interrogazione urgente ai Ministri della salute, del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze.

“Il taglio rientra nell’accordo sancito tra Governo, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano, in attuazione della Legge di Stabilità 2016, il quale prevede che le Regioni contribuiscano agli obiettivi di finanza pubblica fissati dalla su citata legge, anche a valere sui trasferimenti dallo Stato alle Regioni, per un ammontare complessivo pari a circa 485 milioni di euro – spiega il senatore -. Se si pensa che la riduzione del contributo statale alle Regioni si aggiunge ad un ulteriore taglio di oltre 400 milioni a scapito del Fondo sanitario nazionale, si capisce bene come tutto ciò rischi di compromettere il finanziamento dei livelli essenziali di assistenza e, quindi, le prestazioni sanitarie”.

D’Ambrosio Lettieri sottolinea come “la decisione di operare queste riduzioni al fondo nazionale per le politiche sociali e a quello per le non autosufficienze sarebbe stata assunta, in solitudine, dal Ministero dell’economia e di fatto annullino gli incrementi ai fondi per le politiche sociali e le non autosufficienze, previsti, invece, dalla legge di bilancio 2017”.

“Questo è gravissimo – continua – e denota una insopportabile assenza di chiarezza e di attenzione nei confronti di persone particolarmente vulnerabili. Il fondo per le politiche sociali, in particolare, costituisce l’unica risorsa cui attingere per gli interventi di assistenza in favore delle persone in difficoltà e delle loro famiglie. Il fondo per le non autosufficienze è vitale per coloro che sono nella necessità di dover assistere in famiglia una persona affetta da patologie gravi e gravissime”.

“La mancanza delle risorse a disposizione di detti fondi e, in conseguenza, l’impossibilità di realizzare una adeguata rete assistenziale a domicilio – sostiene il senatore – costringerà le famiglie a rivolgersi alle strutture ospedaliere con un ulteriore aggravio di costi a carico del servizio sanitario nazionale”.

“Per questo – conclude – hiedo ai ministri competenti parole di chiarezza. Innanzitutto, sulla reale entità degli stanziamenti a favore dei due fondi al netto dei tagli citati e su come intendano intervenire al fine di integrare le risorse e garantire, incrementare ed agevolare l’accesso alle cure alle persone meno abbienti. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa intende fare il governo per realizzare la piena inclusione sociale delle persone con disabilità e garantire omogeneità agli interventi predisposti in sede regionale, in modo da concorrere a costruire in modo uniforme sull’intero territorio nazionale un sistema di assistenza che preveda la piena integrazione delle prestazioni sanitarie con quelle sociali. I tagli complessivi a carico del comparto socio-sanitario ammontano, per il 2017, ad oltre 680 milioni di euro e il numero di cittadini italiani che non riescono a curarsi o che rinunciano alle cure perché troppo poveri è in costante aumento. Vorrei ricordare che è ormai unanimemente condiviso il principio secondo cui la deprivazione sociale rappresenta una causa di sovraesposizione al rischio di compromettere le condizioni psicofisiche dei cittadini e che, secondo l’epidemiologo inglese Michael Marmot, la povertà non è un destino e nulla di ciò che attiene le iniquità di salute è inevitabile”. 

09 Marzo 2017

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