Tbc. Fazio: “Anch’io ho fatto il test e ho 1 possibilità su 5 di essere positivo”

Tbc. Fazio: “Anch’io ho fatto il test e ho 1 possibilità su 5 di essere positivo”

Tbc. Fazio: “Anch’io ho fatto il test e ho 1 possibilità su 5 di essere positivo”
Ieri mattina anche il ministro della Salute ha fatto il test per la Tbc. Un'occasione per ribadire che anche lui, come tutti, ha una possibilità su 5 di risultare positivo. Questa infatti è l’incidenza media di positività tra la popolazione nei Paesi sviluppati. "Ma essere positivi - ha ricordato Fazio - non significa aver contratto la malattia". Caso Gemelli: “Forse c’è stato un problema di comunicazione, ma non c’è alcun problema di Tbc in Italia”.

“Aspetto i risultati ma già so di avere una possibilità su 5 di risultare positivo alla tbc”. Questa, infatti, è l’incidenza media nella popolazione “in tutti i Paesi sviluppati”. Ad affermarlo è stato il ministro della Salute Ferruccio Fazio, che parlando a margine della cerimonia di insediamento del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare ha raccontato ai giornalisti di essersi sottoposto ieri al test quantiferon, lo stesso a cui sono stati sottoposti i bambini a rischio Tbc nella vicenda del Policlinico Gemelli di Roma. “In Italia, così come negli altri Paesi sviluppati, ogni 100 persone ce ne sono 20 che sono positive alla Tbc. È un fatto noto, che non significa essere malati” e quindi non deve allarmare, ha ribadito Fazio spiegando che se anche i genitori dei bambini ricoverati al Gemelli si sottoporranno al testo, avranno una possibilità su cinque di risultare positivi ma questo non significa che abbiano contratto la Tbc al Gemelli.
Commentando l’intera vicenda che ha coinvolto il Policlinico Gemelli di Roma, Fazio ha poi sostenuto che “forse c’è stato un problema di comunicazione, ma non esiste un problema di salute”. Il ministro ha comunque spiegato che il ministero continuerà a lavorare con la Regione Lazio per fornire un’informazione precisa e a lavorare a nuove linee guida chiare ed uniformi perché “è giusto che i cittadini, soprattutto quando sono coinvolti i bambini, non abbiamo informazioni discordanti”.

15 Settembre 2011

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