Terapia intensiva aperta. Incardinato ddl in commissione Affari Sociali. In programma ciclo di audizioni sul tema

Terapia intensiva aperta. Incardinato ddl in commissione Affari Sociali. In programma ciclo di audizioni sul tema

Terapia intensiva aperta. Incardinato ddl in commissione Affari Sociali. In programma ciclo di audizioni sul tema
Ha preso il via in XII commissione alla Camera l'esame del disegno di legge a prima Maria Antezza (Pd). Il provvedimento si propone di disciplinare la realizzazione di reparti di terapia intensiva aperta nel senso indicato dal Comitato nazionale di bioetica.L'obiettivo è quello di aumentare lo spazio orario quotidiano di visita in tali reparti e, nel contempo, di innalzare la qualità delle relazioni fra operatori medici e professionali, pazienti e parenti. IL TESTO

Ha preso il via in commissione Affari Sociali alla Camera l'esame del disegno di legge a prima firma Maria Antezza (Pd) riguardante le disposizioni concernenti la realizzazione di reparti di terapia intensiva aperta. Sul tema la XII commissione ha già programmato l'avvio di un ciclo di audizioni per le quali verrà a breve elaborato un calendario. 
 
Quanto al contenuto del provvedimento, come spiegato dal relatore Filippo Fossati (Pd), questo si ispira alla necessità di attuare pienamente, anche nei passaggi più complessi e invasivi della presa in carico ospedaliera, in seguito a traumi o a fasi acute di gravi patologie e anche in vista della morte, il diritto al rispetto del malato, sancito dall'articolo 32, secondo comma, della Costituzione. "Tale principio implica, infatti – spiega il relatore – una presa in carico del paziente non solo come individuo isolato e come mero corpo da curare, ma come persona con le sue relazioni significative, parentali ed affettive. Di queste ultime il paziente non deve essere forzatamente privato, aggiungendo un documentato e nocivo stress alla già grave condizione di malattia".
 
La legge dunque si propone di disciplinare la realizzazione di reparti di terapia intensiva aperta nel senso indicato dal Comitato nazionale di bioetica. Una chiara indicazione normativa avrà il compito di superare i ritardi nelle "visiting policies" e di rafforzare il processo, avviato già in un limitato numero di ospedali, di aumentare lo spazio orario quotidiano di visita dei parenti in tali reparti e, nel contempo, di innalzare la qualità delle relazioni fra operatori medici e professionali, pazienti e loro persone di riferimento affettivo, anche allo scopo di contribuire meglio all'efficacia dell'assistenza.  
 
Come spiegato dall'articolo 2 del provvedimento, al fine di garantire l'umanizzazione delle cure e il rispetto della dignità della persona nei reparti di terapia intensiva, viene affidato al Ministro della salute, previo parere del Consiglio superiore di sanità, il compito di definire con proprio decreto le linee guida per la promozione, lo sviluppo e il coordinamento degli interventi regionali per la realizzazione dei reparti di terapia intensiva aperta. 
 
Poiché le linee guida intendono coordinare gli interventi regionali per la realizzazione dei reparti di terapia intensiva aperta, e l'articolo 3 riguarda proprio i compiti delle regioni per la realizzazione dei predetti reparti, viene richiamato il coinvolgimento della Conferenza Stato Regioni per il raggiungimento di un accordo. 
 
Il comma 2 dell'articolo 3 specifica che, per realizzare il modello organizzativo aperto, le Regioni dovranno organizzare corsi di formazione per il personale medico e infermieristico al fine di identificare modelli organizzativi e modalità assistenziali finalizzati a favorire e supportare la comunicazione tra l’èquipe medico-infermieristica, il paziente e i familiari, così da garantire anche una migliore e più consapevole partecipazione dei pazienti e dei loro familiari alle decisioni terapeutiche.
 
Il comma 3 specifica, inoltre, che l'attuazione dei principi del provvedimento in esame in conformità alle linee guida rientra tra gli adempimenti al cui rispetto è subordinata una quota del finanziamento statale del Servizio sanitario nazionale.  
 
Infine, l'articolo 4 prevede, al comma 1, che lo stato di attuazione di quanto stabilito dal provvedimento in esame è verificato annualmente dal Comitato paritetico permanente per la verifica dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Il comma 2, infine, reca la clausola di invarianza finanziaria. 
 
Giovanni Rodriquez

21 Settembre 2016

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