Testamento biologico. Approvati emendamenti su diritto a rifiutare le cure. E scoppia la polemica sul rischio ‘eutanasia passiva’

Testamento biologico. Approvati emendamenti su diritto a rifiutare le cure. E scoppia la polemica sul rischio ‘eutanasia passiva’

Testamento biologico. Approvati emendamenti su diritto a rifiutare le cure. E scoppia la polemica sul rischio ‘eutanasia passiva’
Dopo l'approvazione di due emendamenti a prima firma Menorello (Ci) e Nicchi (Si), il nuovo comma 5 dell'articolo 1 richiama il diritto per i pazienti di rifiutare in tutto o in parte qualsiasi trattamento. Sempre al comma 5 resta il diritto di revoca del consenso, anche quando questa comporti l'interruzione della nutrizione e idratazione artificiali. Su quest'ultimo punto Pagano (Ln), Binetti (Udc) e Roccella (Misto) evocano il rischio eutanasia. EMENDAMENTI

"Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere ha il diritto di rifiutare in tutto o in parte qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso". Viene così modificato l'incipit del comma 5 dell'articolo 1 in tema di testamento biologico dopo l'approvazione, da parte della Commissione Affari sociali di due emendamenti a prima firma Domenico Menorello (Ci) e Marisa Nicchi (Si).
 
Il comma 5, ricordiamo, richiama poi nella sua seconda parte il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l'interruzione del trattamento, incluse la nutrizione e l’idratazione artificiali.
 
Proprio questo punto, non ha mancato di lasciare strascichi polemici. Alessandro Pagano (Ln), nel suo intervento, ha richiamato più volte la necessità di prevedere nel testo in esame un esplicito riferimento al divieto di ogni forma di eutanasia, così come proposto in un suo emendamento poi bocciato dalla commissione. Sul tema del diritto all'interruzione della nutrizione e idratazione artificiali, il deputato leghista ha richiamato la relatrice ad intervenire per "evitare che il Paese si divida su questi delicati aspetti. In caso contrario, vi saranno numerose iniziative per ribadire la contrarietà a tali misure".
 
Dello stesso avviso anche Paola Binetti (Udc) secondo la quale "non si può ignorare il rischio per cui le disposizioni in esame, se approvate, possano aprire la strada alla pratica di forme di eutanasia".
 
Eugenia Roccella (Misto) ha invece proposto la soppressione della seconda parte del comma 5, sulla possibilità di sospendere la nutrizione e l'idratazione artificiali, auspicando un suo successivo approfondimento alla fase dell'esame dell'articolo 4 in materia di disposizioni anticipate di trattamento.
 
Infine, la relatrice Donata Lenzi (Pd) ha deciso di rinviare ogni chiarimento sul tema della nutrizione e della idratazione artificiali ad una fase successiva dell'esame del provvedimento, quando saranno esaminate quelle proposte emendative che intervengono in maniera puntuale su tali aspetti. 
 
Giovanni Rodriquez

03 Febbraio 2017

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