Testamento biologico. Roccella (IDeA): “Una legge pessima. Non si possono vincolare i medici alle volontà dei pazienti”

Testamento biologico. Roccella (IDeA): “Una legge pessima. Non si possono vincolare i medici alle volontà dei pazienti”

Testamento biologico. Roccella (IDeA): “Una legge pessima. Non si possono vincolare i medici alle volontà dei pazienti”
"Prima si parlava di 'dichiarazioni anticipate di trattamento', ora invece di 'disposizioni anticipate di trattamento', come se si trattasse quasi di una volontà testamentaria. Il medico deve salvaguardare l'alleanza terapeutica con il paziente mantenendo la sua facoltà di agire in scienza e coscienza e non limitandosi a diventare un mero esecutore di volontà testamentarie". Così la componente della XII commissione nel corso di una conferenza stampa alla Camera. 

"Quello sul quale attualmente stiamo lavorando in Commissione Affari sociali alla Camera è un pessimo testo di legge. Al momento siamo arrivati ad esaminare l'articolo 3, quello che disciplina le DAT. Qui non solo si vuole permettere di sottrarre la nutrizione e l'idratazione, ma si impone anche la vincolatività per il medico nei confronti delle volontà del paziente. Oggi vogliamo ribadire ancora una volta che il medico non può essere vincolato alla volontà paziente". Così Eugenia Roccella (IDeA), componente della XII Commissione della Camera, nel corso di una conferenza stampa sul disegno di legge sul testamento biologico organizzata oggi a Montecitorio.
 
"Sempre per quanto riguarda l'articolo 3, in tema di DAT, prima si parlava di 'dichiarazioni anticipate di trattamento', ora invece di 'disposizioni anticipate di trattamento', come se, appunto, si trattasse quasi di una volontà testamentaria. Il medico deve salvaguardare l'alleanza terapeutica con il paziente mantenendo la sua facoltà di agire in scienza e coscienza, e non limitandosi a diventare un mero esecutore di volontà testamentarie", ha aggiunto la deputata.
 
Roccella ha poi affrontato la possibilità, riconosciuta al paziente dall'articolo 1 del disegno di legge, di poter rifiutare o sospendere la nutrizione e l'idratazione artificiale. "Idratazione e nutrizione artificiale non sono trattamenti sanitari, altrimenti mi dicano qual è la patologia per la quale si debba ricorrere ad alimentazione e idratazione – ha sottolineato -. Possono essere atti medici, ma non trattamenti sanitari. Nutrizione e idratazione sono bensì sostegni necessari".

Quanto poi ai tempi per la conclusione dell'esame degli emendamenti in Commissione: "Da ieri si sta tentando di tagliare il dibattito attraverso un piccolo ‘canguro’. Questa è infatti la conseguenza del parere favorevole dato dalla relatrice, Donata Lenzi (Pd), all'emendamento Maria Amato (Pd) che riformula l’intero articolo 3, senza però cambiarlo nella sostanza rispetto alle nostre richieste. Anzi, in questo modo salteranno gli emendamenti che abbiamo presentato. Questo è il cuore problema. Oggi si va in notturna con la volontà di portare entro il 27 febbraio testo in Aula. Per noi non c’è questa urgenza. Piuttosto ci si doveva concedere tutto il tempo necessario per discutere questioni che toccano vita e morte persone", ha concluso Roccella.
 
Presente alla conferenza anche il presidente di Pro Vita Onlus, Antonio Brandi, che ha parlato di un disegno di legge "pericoloso e mortifico" che, come obiettivo, ha quello di "portare avanti un'ideologia hitleriana di sopprimere ogni vita arbitrariamente considenrata non degna di essere vissuta".
 
Giovanni Rodriquez

16 Febbraio 2017

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