Ticket. Nuove fasce reddituali e tetto massimo di spesa annuale. Le ipotesi di lavoro sul tavolo del Ministero della Salute

Ticket. Nuove fasce reddituali e tetto massimo di spesa annuale. Le ipotesi di lavoro sul tavolo del Ministero della Salute

Ticket. Nuove fasce reddituali e tetto massimo di spesa annuale. Le ipotesi di lavoro sul tavolo del Ministero della Salute
Il Ministro della Salute ha annunciato oggi la volontà di presentare un ddl per affrontare la revisione dei ticket. Allo studio nuovi scaglioni basati sul reddito delle famiglie. Previsto in ogni caso un tetto di spesa annuale oltre il quale non si pagherà. C’è poi il nodo delle risorse per l’abolizione del superticket: scaleranno dal Fondo sanitario nazionale o si troveranno altre coperture? Ecco cosa prevede la bozza del provvedimento allo studio del Ministero della Salute.

Revisione del costo del ticket in base alla prestazione e al reddito familiare equivalente, quota massima di spesa annuale ed esenzioni per le fasce di popolazione più vulnerabili. Dopo l’annuncio di oggi del Ministro della Salute, Roberto Speranza di un ddl collegato alla Manovra per la revisione del sistema dei ticket e l’impegno per il superamento del superticket sono queste le direttrici su cui muove la bozza di provvedimento allo studio del Ministero della Salute che Quotidiano Sanità ha potuto visionare.
 
Ricordiamo che il sistema di compartecipazione (specialistica, farmaceutica e Pronto soccorso) vale quasi 3 mld di euro (da notare come all’interno di questa cifra vi sia anche 1 mld di spesa che i cittadini decidono di pagare per la differenza tra il farmaco generico passato dallo Stato e il branded e anche il superticket che vale sui 400 mln di euro).
 
Rimodulazione delle fasce di reddito
Il Ministro Speranza ha chiarito che “Chi ha di più è giusto che paghi di più e chi ha di meno è giusto che paghi di meno”. Questa rimodulazione, come anche scritto nelle ultime schede del Patto per la Salute inviate dal Ministero alle Regioni, avverrà rivedendo le fasce reddituali in “relazione al reddito prodotto dal nucleo familiare fiscale, rapportato alla composizione del nucleo stesso sulla base di una scala di equivalenza” (il cosiddetto reddito familiare equivalente RE).
 
Oggi, il ticket massimo che si paga è di 36,15 euro. Le esenzioni per reddito sono per 4 tipologie: minori di 6 anni e over 65 con reddito familiari entro i 36 mila euro, disoccupati fino a un reddito di 8 mila euro fino a un massimo di 11 mila euro se ci sono figli a carico, titolari di pensione sociale e titolari di pensioni al minimo fino a un massimo di reddito di 11 mila euro.
 
Fermo restando che queste tipologie, come per le esenzioni dovute a patologie croniche, maternità, invalidità e malattie rare o soggetti vulnerabili privi di reddito (es. minori fuori famiglia, minori stranieri non accompagnati, care leavers, vittime di violenza intenzionale) saranno tutelate, per tutti gli altri saranno invece previsti degli scaglioni per graduare appunto gli importi in base alle disponibilità economiche delle famiglie.
 
Tetto di spesa massimo.
In ogni caso sarà "fissato un importo massimo annuale di partecipazione alla spesa sanitaria, rapportato al reddito equivalente, al superamento del quale cessa l’obbligo della partecipazione alla spesa sanitaria”.
 
A prescindere da ciò le nuove quote di compartecipazione saranno individuate da un “Decreto del Ministero della Salute da adottarsi di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze entro il 31 marzo 2020” e la proposta sarà poi sottoposta alle Regioni per un’intesa in Stato-Regioni.
 
“L’attuale configurazione del sistema di compartecipazione – si legge nella bozza – , prevedendo l’importo fisso per tutti i cittadini, crea evidenti disparità di accesso al servizio sanitario nazionale in relazione alle capacità di reddito dei singoli cittadini. L’uguaglianza, infatti, si realizza nel momento in cui tutti i cittadini hanno le medesime possibilità di accedere alle prestazioni erogate dal sistema sanitario nazionale. È di tutta evidenza che questo non può prescindere dalle relative condizioni economiche e reddituali”
 
L’obiettivo è “garantire una maggiore equità nell’accesso dei cittadini all’assistenza sanitaria “ e quello di far pagare ticket più salati a chi ha più disponibilità economiche.
 
Il gettito però dovrà essere lo stesso: “La nuova disciplina dovrà garantire, comunque, un introito per il SSN equivalente a quello attualmente percepito a titolo di ticket e di quota fissa sulla ricetta”
 
Il superticket. Per quanto riguarda il superticket da 10 euro (che vale all’incirca 400 mln), che non è presente nella bozza di provvedimento, il Ministro ha già più volte annunciato l’intenzione di abolirlo (in molte Regioni è già avvenuto ndr.). Anche qui la partita è però complicata perché dal Mef vogliono le coperture e al momento l’ipotesi più probabile è che il superticket venga coperto dal Fondo sanitario nazionale, il che vorrebbe dire che una parte dei 2 mld di risorse in più annunciate da Speranza (tra l’altro già previste dalla Manovra del Governo giallo-verde) andrebbero proprio ad anestetizzare il balzello. Una partita, questa, come quella della revisione dei ticket che dovrà essere giocata anche con le Regioni e che come abbiamo visto con i numerosi fallimenti di questi ultimi anni è sempre stata molto complicata.
 
Luciano Fassari

Luciano Fassari

01 Ottobre 2019

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