Titolo V. Gelmini: “Pandemia ha ampliato ruolo Stato, ora ritorno a normalità, no a nuovo centralismo”

Titolo V. Gelmini: “Pandemia ha ampliato ruolo Stato, ora ritorno a normalità, no a nuovo centralismo”

Titolo V. Gelmini: “Pandemia ha ampliato ruolo Stato, ora ritorno a normalità, no a nuovo centralismo”
La Ministra per gli Affari regionali in audizione alla Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale: “Reputo molto positivo che il Pnrr, pur collocandolo in un orizzonte temporale troppo ampio, contenga una esplicita conferma della volontà di completamento del federalismo fiscale”.

“Il tema del federalismo fiscale così come quello del regionalismo differenziato restano temi importanti dell’agenda politica. Se è vero che abbiamo assistito per effetto della crisi pandemica ad un ritrovato e pervasivo intervento dello Stato nella gestione dell'emergenza occorre ricordare che ciò è strettamente collegato alla natura della pandemia, la quale, come anche era logico presupporre e come ha sancito anche una recente sentenza della Corte Costituzionale sulla Valle d’Aosta (la sentenza n. 37 del 2021), resta competenza nazionale (talvolta perfino sovranazionale…). Ciò però non può significare per quanto mi riguarda un ritorno ad un nuovo centralismo. Occorre riprendere dunque le fila di un ragionamento interrotto che questa Commissione ben conosce, per averlo approfondito e monitorato, fra l’altro con una lunga attività di audizioni: resto dell'avviso che i principi fondamentali del federalismo fiscale così come stabiliti dalla riforma costituzionale che ormai data 20 anni e così come stabilito dalla legge di attuazione del 2009 restino in larga parte attuali e validi”.
 
Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, in audizione alla Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, sullo stato di attuazione e sulle prospettive del federalismo fiscale, anche con riferimento ai relativi contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza
 
La Ministra ha poi toccato nello specifico il tema del federalismo fiscale. “La legge sul federalismo fiscale aveva avviato un processo virtuoso, con l’obiettivo di assicurare autonomia finanziaria di entrata e di spesa a comuni, province, città metropolitane e regioni, garantendo allo stesso tempo i principi indefettibili di solidarietà e di coesione sociale. Ciò doveva servire anche a realizzare quell’auspicabile razionalizzazione della spesa pubblica, che estemporanee procedure di spending review non hanno provocato, e a propiziare la massima responsabilizzazione di tutti i livelli di governo e l’effettività e la trasparenza del controllo democratico dei cittadini. La riforma del 2012, con l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione e la costituzionalizzazione del principio del contributo degli enti territoriali al raggiungimento degli equilibri economici e finanziari dello Stato, è stata scritta sotto l’imperversare delle turbolenze finanziarie”.
 
“Ciò – ha precisato – ha dato origine, per effetto del perdurare delle difficoltà dei conti pubblici, ad una pervicace limitazione dell’autonomia di Regioni ed Enti locali, chiamati dai vari Esecutivi che si sono succeduti a contribuire al risanamento della finanza pubblica. Un contributo che forse ha avuto anche qualche effetto indesiderato, riducendo semmai la resilienza di Regioni ed Enti locali. Da questo punto di vista reputo molto positivo che il Pnrr, pur collocandolo in un orizzonte temporale troppo ampio, contenga una esplicita conferma della volontà di completamento del federalismo fiscale, quale parte del complessivo intervento dello Stato sulle riforme abilitanti”.
 

26 Maggio 2021

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