Traffico organi. Cnb: “Europa preveda leggi per farlo diventare reato penale”

Traffico organi. Cnb: “Europa preveda leggi per farlo diventare reato penale”

Traffico organi. Cnb: “Europa preveda leggi per farlo diventare reato penale”
Prevedere almeno in Europa delle leggi specifiche e l’introduzione del reato penale per il traffico illegale di organi umani tra viventi. È questa la conclusione a cui è giunto il Comitato nazionale di bioetica (Cnb) nel parere relativo al traffico illegale di organi umani. Il testo integrale del parere

Il Comitato nazionale per la bioetica ha approvato e reso noto un parere relativo al “Traffico illegale di organi umani tra viventi”, elaborato e presentato dai Professori Lorenzo d’Avack e Adriano Bompiani.
 
Il Cnb non ha inteso analizzare il problema del traffico illecito di organi con “esclusivo riferimento alla realtà e normativa italiana”, ma ha voluto affrontare il problema “su un piano generale, sollecitato anche dall’attuale riflessione del Consiglio d’Europa su questo tema”.
 
Il mercato a livello mondiale di traffico illecito di organi umani ai fini di trapianto, è, scrive il Cnb, “un fatto drammatico che rappresenta un pericolo reale per la salute pubblica e individuale e viola i diritti fondamentali e la dignità dell’uomo”. Fatto che diventa ancor più drammatico se si considera “che questo mercato vede con sempre maggiore frequenza vittime persone vulnerabili, quali prigionieri, condannati a morte, minori (bambini rapiti per acquisire organi). Soprattutto in questi ultimi decenni il flusso di organi e parti del corpo percorre le moderne rotte internazionali tracciate dal capitale: dal Sud al Nord, dal terzo al primo Mondo, dai poveri verso i ricchi. Nel peggiore dei casi questo traffico si traduce in forme di esproprio, sfruttamento e coercizione”.
 
Alla luce di tutto questo la conclusione a cui è giunto il Comitato è che “sebbene l’idea di una regolamentazione sia difficile da realizzare nelle realtà sociali e mediche di molte parti del mondo, specialmente nei Paesi poveri, almeno in Europa si possa prevedere una regolamentazione giuridica, internazionale e nazionale, con l’introduzione anche di fattispecie penali, mirata a definire il traffico di organi, a prevenirlo, a far rispettare il principio che il corpo umano o le sue parti sono fuori dal commercio”.
 
“A tal fine – conclude il Cnb – si è auspicato che gli Stati collaborino a livello internazionale per migliorare le pratiche del trapianto e della donazione degli organi e cooperino, nel rispetto degli strumenti internazionali pertinenti e del proprio diritto interno, nella misura la più larga possibile, al fine di svolgere indagini in merito alle eventuali infrazioni commesse sul proprio territorio e al di fuori di questo. Necessario stabilire inoltre, in via convenzionale, con trattati multilaterali fondati sul principio di doppia incriminazione, il mutuo riconoscimento della fattispecie di reato, al fine di garantire adeguata collaborazione fra i Paesi richiedenti e i Paesi nei quali il fatto è stato commesso intenzionalmente”.

15 Giugno 2013

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