UE. Nel 2018 le donne al Governo superano gli uomini in Spagna e Svezia e in media sono il 30%. In Italia quota “rosa” ferma al 16,7%

UE. Nel 2018 le donne al Governo superano gli uomini in Spagna e Svezia e in media sono il 30%. In Italia quota “rosa” ferma al 16,7%

UE. Nel 2018 le donne al Governo superano gli uomini in Spagna e Svezia e in media sono il 30%. In Italia quota “rosa” ferma al 16,7%
In ogni caso la presenza maschile resta ancora predominate sia al Governo che in Parlamento. Solo la Svezia si avvicina alla parità negli organi parlamentari con il 47% di donne elette in Parlamento. Va meglio nei Governi dove, sempre in Svezia ma anche in Spagna, le donne hanno fatto il sorpasso con il 52% di membri del Governo di sesso femminile, seguite da Francia (49%), Paesi Bassi (42%) e Danimarca (41%). L'Italia sta nella media per il Parlamento ma molto in basso come presenza di donne nell'Esecutivo.

Le donne detenevano il 30% (in media) dei seggi nei parlamenti nazionali dell'Ue nel 2018. Questa percentuale è aumentata dal 2003, quando le donne rappresentavano circa un quinto (21%) dei membri nei parlamenti nazionali.

Tuttavia, nota Eurostat nella sua ultima rilevazione della presenza di genere in Parlamento e al Governo dei singoli Stati, la percentuale di uomini nei parlamenti nazionali è ancora considerevolmente più elevata in tutta l'Ue nel suo complesso. Nessun paese dell'Ue ha più donne che uomini che detengono seggi in Parlamento.

La percentuale di seggi detenuti dalle donne nei Parlamenti nazionali varia notevolmente tra i paesi dell'Ue. 

Nel 2018, la Svezia ha avuto la percentuale più alta di donne nel Parlamento nazionale con il 47 per cento. La Svezia è seguita da Finlandia (42%), Belgio e Spagna (entrambi al 40%). 

Un numero significativo di donne ha anche occupato seggi in Austria (37%), Danimarca e Portogallo (entrambi al 36%) e in Italia (35,3%). Da sottolineare che in Italia la percentuale di donne elette alle due Camere è aumentata con le ultime elezioni del marzo 2018 passando dal 30,2 al 35,3% attuale. 

All'estremo opposto della scala, le donne rappresentano meno di un quinto dei membri del Parlamento nazionale in Ungheria (13%), Malta (15%), Cipro e Grecia (18%) e Romania (20%).
 

La quota di donne membri del Governo (senior e junior ministers) nell'Ue è aumentata dal 23% nel 2003 al 30% nel 2018.

Nel 2018, la quota maggiore di donne membri del Governo è stata registrata in Spagna e Svezia (52%), seguita da Francia (49%), Paesi Bassi (42%) e Danimarca (41%).

Nella parte inferiore della scala, le donne rappresentavano meno di un quinto dei membri del Governo in Ungheria (7%), Malta (12%), Cipro, Italia e Polonia (16,7%). Sempre restando in Italia, per il Governo registriamo il fenomeno opposto a quello avvenuto in Parlamento: con il nuovo Governo Conte la quota di donne scende appunto sotto il 17% mentre nel precedente Governo Gentiloni era stata del 28,1%.
 

 
Nel complesso, la percentuale di donne negli organi parlamentari e negli Esecutivi ha avuto il suo picco massimo (in media tra parlamento e Governo) nel 2017 con il 28,1% e il suo minimo nel 2005 con il 5,3 per cento. Tuttavia tra il 2017 e il 2018 si è registrato secondo i dati Eurostat un crollo della presenza femminile, passata dal 28,1%, appunto, del 2017, al 16,7% del 20’18, uno dei valori comunque più bassi in nel nostro Paese dall’inizio del secolo.

Anche il numero di presidenti e di primi ministri delle donne nei paesi dell'Ue è aumentato nel periodo 2003 – 2018.

Nel 2018, c’erano tre capi di Governo femminili (11%), mentre nel 2003 non ne erano presenti. Tuttavia, durante questo quinquennio, la percentuale di capi di governo femminili nell'Ue non ha mai superato il 14%, il che significa che non c'erano mai più di quattro donne in questa posizione contemporaneamente.
 

06 Marzo 2019

© Riproduzione riservata

Aggiornamento Lea. “Invarianza finanziaria tutta da dimostrare”. Il dossier del Servizio Bilancio
Aggiornamento Lea. “Invarianza finanziaria tutta da dimostrare”. Il dossier del Servizio Bilancio

È passato quasi un decennio dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017 che ha ridisegnato i Livelli essenziali di assistenza, il perimetro delle cure che...

Liste d’attesa. Schillaci: “Dove la legge funziona i tempi si riducono. Ma resta il divario tra le Regioni”
Liste d’attesa. Schillaci: “Dove la legge funziona i tempi si riducono. Ma resta il divario tra le Regioni”

Un anno dopo l'entrata in vigore della legge per il contrasto alle lunghe attese, i primi risultati arrivano ma restano disomogenei sul territorio. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ospite...

Decreto Pnrr. Stabilizzazioni per i precari, telemedicina obbligatoria per pazienti oncologici e assunzioni più facili per Oss dall’estero. Gli emendamenti dei relatori
Decreto Pnrr. Stabilizzazioni per i precari, telemedicina obbligatoria per pazienti oncologici e assunzioni più facili per Oss dall’estero. Gli emendamenti dei relatori

Depositati in Commissione Bilancio alla Camera gli emendamenti di relatori e governo al decreto Pnrr. Per la sanità, le proposte di modifica intervengono su tre fronti: il reclutamento del personale...

Arrivano le nuove tariffe per la riabilitazione ospedaliera e lungodegenza: 350 milioni in più dal 2026
Arrivano le nuove tariffe per la riabilitazione ospedaliera e lungodegenza: 350 milioni in più dal 2026

Semaforo verde all’aggiornamento delle tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni di riabilitazione ospedaliera e lungodegenza post acuzie. La Conferenza Stato-Regioni ha espresso parere positivo allo schema di decreto che...