Università. M5S: “Auspichiamo un aumento di posti in medicina e chirurgia”

Università. M5S: “Auspichiamo un aumento di posti in medicina e chirurgia”

Università. M5S: “Auspichiamo un aumento di posti in medicina e chirurgia”
I pentastellati auspicano che il decreto definitivo contenga una netta inversione in positivo: “Crediamo sia necessario cambiare le modalità di accesso al numero chiuso nelle università italiane”. E ricordando la proposta di legge a prima firma Francesco D’Uva che sisispira la modello francese con test di accesso solo alla fine del primo anno basato sulle materie studiate,

“Il nuovo decreto provvisorio per i posti a disposizione per Medicina e Chirurgia nelle università italiane contiene un segno negativo rispetto all'anno scorso. Diventa legittimo allora chiedersi se si stanno riducendo i posti in questo ramo di studio che è bene ricordare che incide sulla capacità di provvedere alle esigenze mediche di tutti gli italiani. Non possiamo che auspicare che questo segno negativo venga cancellato dal decreto definitivo e contenga una netta inversione in positivo, cioè un maggior numero di posti a disposizione”.

È quanto hanno dichiarato i deputati del MoVimento 5 Stelle della commissione Cultura.

“Crediamo sia necessario cambiare le modalità di accesso al numero chiuso nelle università italiane – hanno aggiunto – ogni anno ci troviamo di fronte a decreti più o meno provvisori che lasciano in una grande incertezza gli studenti. Abbiamo depositato da tempo una proposta di legge a prima firma Francesco D’Uva, e ne stiamo chiedendo la calendarizzazione in commissione, che riformerebbe l’accesso al numero chiuso attraverso una metodologia che si ispira al modello francese: test di accesso solo alla fine del primo anno basato sulle materie studiate, numero di posti a disposizione basato sulla proiezione del fabbisogno reale del Ssn, crediti delle materie studiate che possono essere trasferiti su altri corsi di laurea se non si supera il test d’accesso. Una proposta di legge che permetterebbe di riportare al centro gli studenti, piuttosto che i meri numeri burocratici a cui siamo ormai abituati da troppo tempo”.

29 Giugno 2017

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