Aloe, mirra e magnolia. Quando le sostanze naturali aiutano
“Vogliamo cancellare per sempre il termine incurabile nell’ambito dell’oncologia”, ha detto. “Per questo siamo partiti da una classe di malati oncologici giudicati incurabili trattati, quindi, solo con le terapie dette palliative. In principio usammo la melatonina, ottenendo una sopravvivenza all’anno di vita superiore del 20%. Alla melatonina abbiamo, poi, aggiunto l’aloe, nota a tutti per i suoi principi antitumorali. La combinazione tra le due ha portato la percentuale di sopravvivenza all’anno di vita fino al 30% in più. Abbiamo poi introdotto la mirra, ottenendo pochi risultati rispetto a quelli ottenuti dalla combinazione di melatonina e aloe, ma raggiungendo benefici soggettivi straordinari”.
Ma l'ultimo arrivato in termini di tempo nel trattamento degli stadi finali di neoplasie solide metastatiche è stata la magnolia. “È dimostrato che l’onochiolo, il principale principio attivo della magnolia è in grado di inibire selettivamente l’attivazione di alcune proteinechinasi coinvolte direttamente nel processo della trasformazione neoplastica”, ha spiegato Lissoni. “La magnolia ha, inoltre, effetti antitrombotici, antidepressivi e antiastenici. Quest’ultimo è uno degli aspetti meno curabili. Con la magnolia, invece, siamo riusciti ad ottenere risultati eccezionali sulla mancanza di forze”. Si tratta però, precisa l'esperto, “di dati preliminari raccolti da singoli medici. Non voglio quindi illudere nessuno, ma è un atto dovuto verso tutti i pazienti oncologici proseguire in queste ricerche.”
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08 Novembre 2013
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