Anaao: “Libera professione intramoenia è parte integrante del Ssn e non entra in concorrenza con le liste d’attesa”
In questi giorni si è acceso un ampio dibattito sulla delibera della Giunta Regionale che disciplina le prestazioni svolte per conto della sanità integrativa nelle aziende pubbliche lombarde. ANAAO ASSOMED intende chiarire la propria posizione: il provvedimento è stato richiesto e sostenuto dal sindacato da tempo perché rappresenta un passo necessario per consentire anche alle strutture pubbliche di offrire tali prestazioni, garantendo uniformità di convenzioni e trasparenza nei rapporti con i fondi e le assicurazioni. Allo stesso tempo, ANAAO sottolinea che la libera professione intramoenia è parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale e non entra in concorrenza con le liste d’attesa, mentre le vere criticità del sistema sanitario riguardano la carenza di investimenti, di personale e di strumenti organizzativi.
Anche oggi la questione è stata discussa in Consiglio Regionale, con l’assessore al Welfare Guido Bertolaso che ha risposto alle interrogazioni. ANAAO ASSOMED ha una posizione molto chiara, avendo richiesto e condiviso questo provvedimento da molti mesi, come risulta anche dalla delibera: le attività integrative devono poter essere svolte anche dal pubblico, che deve garantire convenzioni omogenee con le assicurazioni, i fondi e tutti gli intermediari coinvolti. Questo per due ordini di ragioni: garantire ai cittadini che fruiscono di queste forme integrative di poter effettuare le prestazioni anche nel pubblico e aiutare le aziende a stipulare le convenzioni che in questi anni sono mancate. Inoltre, ANAAO Lombardia ricorda che in questo modo si finanzia, attraverso la trattenuta del 5% prevista dalla legge, una quota di prestazioni aggiuntive.
La libera professione intramoenia, che comprende anche questo tipo di attività, è un valore aggiunto del Servizio Sanitario Nazionale, ovviamente laddove esercitata secondo le regole. Come più volte ribadito, l’ALPI non è in concorrenza con le liste d’attesa, essendo svolta dopo aver eseguito le prestazioni in regime pubblico. Diverso, invece, è il tema delle liste d’attesa per le prestazioni in regime pubblico, che va governato con investimenti che per molti anni sono stati negati alla sanità. Tali investimenti vanno sia nella direzione dell’appropriatezza, ignorata dai più, sia nell’assunzione del personale, ancora viziato dai tetti, nonostante i proclami di tutte le forze politiche, sia nell’avvio del centro unico regionale di prenotazione, atteso in Lombardia da un decennio e sempre fermo a causa di ostacoli politici più che tecnici.
Stupisce davvero, infine, che sindacati che nei contratti collettivi firmano per il welfare aziendale poi si straccino le vesti quando le prestazioni previste vengono fornite dalle aziende pubbliche, mentre il privato fa da sempre affari d’oro anche con questa spesa intermediata.
ANAAO ASSOMED Lombardia ritiene che i problemi del Servizio Sanitario Nazionale siano ben altri rispetto alle attività integrative: la vera privatizzazione strisciante si manifesta altrove. Mettere in discussione il cosiddetto secondo pilastro, sostenuto dagli sgravi fiscali di cui beneficiano gli utenti di queste prestazioni, sgravi a carico dell’intera collettività, è certamente un tema legittimo, ma riguarda la normativa nazionale, non una delibera regionale che si limita a fare ordine in una materia regolata da leggi risalenti a oltre vent’anni fa.
04 Novembre 2025
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