Anche lo Snami sulle barricate: “No a diktat. Ora valutiamo lo stato di agitazione”
Una presa di posizione netta arriva dal presidente nazionale Angelo Testa e dal vice Domenico Salvago. “A questo punto – dicono – lo Snami ha convocato il proprio comitato centrale Decideremo se entrare in stato di agitazione oppure no”. Rivendicazioni che lo Snami porta avanti ormai da tempo, spesso unica sigla a battersi contro i diktat imposti a livello governativo. Sono tanti e pesanti i no dello Snami.
“No ad un accordo in cui non sarà sicura la componente economica; NO alla perdita anche di una sola ora o di un solo posto di lavoro; No ad un accordo in cui sia esasperato l’aspetto sanzionatorio per i medici; No ad un accordo in cui non sia normata in maniera precisa la possibilità di un’assistenza sanitaria come quella vigente per alcune esigenze contingenti come la distanza dall’ospedale o situazioni di viabilità particolari; No ad un accordo in cui il ruolo unico veda sovrapposizioni di ruolo e non una chiara distinzione di mansioni; No ad un accordo in cui il rapporto di lavoro comprenda obblighi simili a quelli della dipendenza senza peraltro i benefici della stessa; No ad un accordo in cui non venga normata una soluzione per i giovani medici precari, anche con la possibilità di essere formati nella medicina generale “extra borsa” e nel contempo la possibilità di continuare a lavorare. NO ad un accordo in cui le 38 ore per l’ex continuità assistenziale siano opzionali e non siano chiaramente assicurate e “blindate”. No al medico di famiglia che svolga i turni festivi, prefestivi e notturni”.
10 Luglio 2019
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