Anelli (Fnomceo): “Quella via social è una violenza subodola e strisciante”
“Ringraziamo il Ministro per l’impegno incessantemente speso per contrastare la pandemia – afferma Anelli -. Impegno che ha comportato e comporta anche l’assunzione di posizioni e iniziative che possono risultare impopolari o scomode, ma che hanno, sempre, come obiettivo la tutela della salute”.
“Pieno sostegno, dunque, da parte della Federazione al Ministro, al Presidente del Consiglio Mario Draghi, di cui è stato reso pubblico un presunto indirizzo di casa, a tutto il Governo e al Parlamento, altro obiettivo sensibile preso di mira nella chat oggetto di indagine – continua Anelli -. Solidarietà e un ringraziamento anche ai giornalisti, che assicurano una corretta informazione, strumento di grande valore per la gestione dell’emergenza, e sono, per questo, oggetto di intimidazioni, di aggressioni, di tentativi anche violenti di ‘silenziarli’. Supporto e tutela ai nostri medici, aggrediti per aver sostenuto la campagna vaccinale”.
“Quella che serpeggia nelle chat, anche in quelle ostentatamente pubbliche, sui social network, nelle dirette di Facebook, YouTube, Instagram, è una forma di violenza subdola e strisciante, inedita per i mezzi attraverso i quali si esprime ma già tristemente vista per genesi e modalità – argomenta -. Una violenza a sfondo ideologico, che nasce da una polarizzazione del dibattito volta a trasformare la scienza e la medicina in terreno di scontro. Una violenza che mira a intimidire, a minare sicurezza e serenità, a infondere timore per indurre al silenzio”.
“Un clima, questo, che ci preoccupa tanto quanto le aggressioni fisiche, e che è terreno fertile per esplosioni di rabbia e di odio – conclude Anelli -. La solidarietà, il fare ciascuno la propria parte, la valorizzazione delle diverse competenze, il dialogo sono, al contrario, l’humus della democrazia. Democrazia che si fonda, nel nostro paese, su un sistema di diritti e di doveri, e sul lavoro, cioè sulle competenze, dei cittadini. È per questo che lo Stato affida agli Ordini la tutela dei diritti che, per essere garantiti, hanno bisogno delle competenze dei professionisti. E agli Ordini dei medici affida, attraverso il controllo del corretto esercizio della professione, la tutela del diritto alla salute, all’uguaglianza, e la garanzia dei diritti inviolabili, cui fa da contrappeso il dovere della solidarietà”.
“È dalla banalizzazione delle competenze che nascono, da una parte, le fake news e, dall’altra, la violenza verso i professionisti, visti come terminali del sistema, e verso i rappresentanti delle istituzioni – conclude Anelli-. Perciò è, oggi più che mai, fondamentale quel patto, che la Fnomceo da tempo auspica, di alleanza sociale tra medici, giornalisti, insegnanti, avvocati, intellettuali, cittadini, per ricostruire, sulla base di valori condivisi, non solo le nostre professioni, ma la stessa società civile".
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10 Settembre 2021
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