Areu. Dubbi di medici, infermieri e soccorritori sul progetto della Regione
Dai sindacati e dalle organizzazioni professionali è arrivato un giudizio di “parziale condivisione, con alcuni distinguo”, all’impostazione del disegno di legge, in particolare con riferimento al processo di internalizzazione del personale, riferisce una nota di fine seduta diffusa dal Consiglio Regionale.
In particolare, riferisce la nota, sono state espresse “perplessità rispetto alla istituzione di un’azienda regionale mirata rispetto alla quale non emerge un’analisi dei costi adeguata (ANAAO). Sì, quindi, a un coordinamento regionale ma lasciando la gestione al livello provinciale. Auspicata una legge regionale per quel che riguarda il transito alla dipendenza del personale dal SSR per “blindarla” rispetto alla presentazione di eventuali ricorsi (Cimo). Fermo rimanendo che le relative risorse finanziarie al riguardo non dovranno essere attinte da quelle destinate agli ‘ospedalieri’ (Usmmo)”.
Nel corso delle audizioni è stato anche evidenziato come “non tutte le ambulanze sono medicalizzate. Ragion per cui non è sempre necessaria la presenza del medico: questo comporta un’ottimizzazione del servizio finalizzata anche a non “scoprire” i reparti ospedalieri (Aroi). No anche a contratti diversi per i medici e gli operatori del 118. Anche i medici dipendenti dagli enti ecclesiastici interessati (che usufruiscono di contratto privatistico) dovranno partecipare al concorso pubblico che dovrà essere espletato per l’internalizzazione del personale 118 (Anpo-Ascoti-Fials)”.
L’associazione A.ma.re. ha richiamato la necessità della connessione con le altre reti cliniche oltre che, ovviamente, con gli ospedali e il territorio nell’ambito del nuovo servizio 118, in cui il personale preposto dovrà essere supportato da un’adeguata formazione ed aggiornamento professionale.
Anche le organizzazioni professionali infermieristiche (Opi) hanno richiamato l’esigenza di procedere a un percorso di formazione congruo e di prevedere la presenza di un dirigente infermieristico nelle Centrali operative regionale e provinciali.
Il Co.es. ha posto la necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza (“20% in più degli incidenti delle ambulanze negli ultimi 3 anni)” e alla necessità di evitare di svolgere di due turni consecutivi, saltando le 11 ore di pausa imposte dalla legge. Infine formazione obbligatoria con la previsione di 30 ore di lezione di guida sicura.
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08 Novembre 2018
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