Arriva ‘Treemap’: la nuova analisi di qualità degli ospedali. Al top quelli lombardi, in coda i campani. E la Sicilia fa come la Toscana
Sono 7 le aree cliniche principali considerate ai fini di questa nuova valutazione per struttura: cardiocircolatorio, nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare.
Sul Treemap si baserà monitoraggio strutture per Piani di rientro ospedali. Questo nuovo strumento di valutazione, cosiddetto Treemap, consentirà alle Regioni di individuare e monitorare le strutture da sottoporre a piani di efficientamento e riqualificazione, come previsto dal DM del 21 giugno 2016 sui “Piani di efficientamento e riqualificazione” attuativo della legge di stabilità 2016. Le strutture saranno quindi chiamate a presentare alla propria Regione di appartenenza il piano di riqualificazione qualora presentino una o più aree cliniche rientranti nella classe molto bassa di valutazione (rossa) corrispondenti al 15% dell’attività totale, oppure qualora rientrino in una o più aree nella classe bassa di valutazione (arancione) corrispondenti al 33% dell’attività complessiva. (Secondo un nostro primo calcolo sono 11 le Aziende ospedaliere a rischio).
Come si legge la valutazione. Nello specifico, (vedi tabella qui sotto) l’analisi di ogni struttura è rappresentata graficamente da un rettangolo suddiviso al suo interno in piccoli rettangoli di dimensione e colori diversi che corrispondono alle aree cliniche considerate. La grandezza dei rettangoli è proporzionale al volume di attività nell’area clinica di riferimento rispetto al totale dell’attività complessiva delle diverse aree cliniche della struttura. Il colore corrisponde invece alla valutazione conseguita: punteggio molto alto = verde scuro, alto = verde chiaro, punteggio medio = giallo, basso = arancione, molto basso = rosso e dati non disponibili = grigio.


I risultati
Nella Figura 1 è possibile visualizzare per ciascuna regione la proporzione di strutture ospedaliere che nel 2015 riportano livelli di qualità alti o medio-alti, in almeno la metà delle attività valutate della struttura. Ad esempio, nella Regione Toscana tra il 15% e il 30% delle 81 strutture ospedaliere presentano livelli di qualità alti o molto alti in almeno il 50% delle loro attività.
Nel 2015, a livello nazionale, le strutture che raggiungono livelli di qualità alti o molto alti, con specifico riferimento alle aree valutate, sono il 14,7% del totale delle strutture valutate dal PNE. Se gli stessi criteri fossero stati applicati nel 2010, le strutture sarebbero state meno del 9%, a testimonianza dei risultati positivi raggiunti dai diversi sistemi sanitari regionali.
Tra le Regioni con più strutture (tra il 30 e il 50%) che riportano livello di qualità elevato c’è la Lombardia, la Valle d’Aosta, la Pa di Bolzano e il Friuli Venezia Giulia. Poi Toscana, Pa Trento e Sicilia che hanno tra il 15 e il 30% di strutture di livello di qualità.
FIGURA 1

Nella Figura 2 è riportata invece la percentuale di strutture con livelli bassi o molto-bassi di qualità, con specifico riferimento alle aree cliniche valutate, in almeno il 50% dell’attività valutata. A fronte di una media nazionale del 10%, in Campania e in Abruzzo sono circa un terzo le strutture con livello di qualità basso o molto basso. In generale a parte la Sicilia in tutte le Regioni meridionali la percentuale di strutture con livelli bassi è tra il 15 e il 30%. Nel resto d’Italia la percentuale è inferiore al 15%.
FIGURA 2

16 Dicembre 2016
© Riproduzione riservata
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