Assistenza territoriale
Assumerà sempre maggior rilievo il ruolo del Medico di Comunità, quale responsabile della promozione e del mantenimento dell’integrazione tra tutti i professionisti. Determinante individuare e potenziare tutte le modalità assistenziali extra-ospedaliere per quei pazienti che oggi accedono impropriamente all’ospedale per acuti. Dovrà essere ulteriormente sviluppata la Sanità di iniziativa, già introdotta dal PSR 2008-2010: quella che non aspetta il paziente sulla porta dell’ospedale, ma che gli va incontro, assumendo il bisogno di salute prima dell’insorgere della malattia, o prima che essa si manifesti o si aggravi, prevedendo e organizzando le risposte assistenziali adeguate.” Il riferimento – spiega una nota della Regione Toscana che illustra la delibera – è il Chronic Care Model, basato sull’interazione tra il paziente, reso esperto da opportuni interventi di formazione e addestramento, e il team multiprofessionale composto da MMG, infermieri e operatori sociosanitari. La sperimentazione di questo modello, avviata nel 2009 ed estesa oggi a circa il 40% della popolazione toscana, ha dimostrato di produrre notevoli miglioramenti nella qualità dei servizi territoriali: il 67% dei pazienti intervistati in una recente indagine sulla soddisfazione degli utenti, ha dichiarato di aver riscontrato dei benefici sul proprio stato di salute da quando è stato introdotto il nuovo modello, e l’86% di essi ha rilevato un miglioramento complessivo dell’assistenza”.
Il modello di presidio territoriale che possa ospitare i professionisti in forma integrata e nel quale possa svilupparsi appieno la sanità di iniziativa si identifica con le forme di UCCP/Casa della Salute/Distretto socio sanitario integrato.
Nella delibera, si prevede inoltre di potenziare l’ADI (assistenza domiciliare integrata) del 10% e la distribuzione diretta dei farmaci del 20%. Di ridurre la prescrizione di diagnostica per immagini del 5%. E di estendere la sanità di iniziativa all’80% della popolazione.
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02 Gennaio 2013
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