Bartolazzi (Sott. Salute): “Al lavoro per sostenere la ricerca scientifica e il sistema salute affinché non siano un capitolo di spesa ma un investimento per il futuro”
“La ricerca – ha detto – ha di fatto chiarito alcuni aspetti della malattia che aprono a nuove opportunità terapeutiche. L’introduzione dei nuovi farmaci di tipo immunologico e dei vaccini terapeutici invertono, di fatto, il paradigma della cura. Questi farmaci non sono più diretti a colpire le cellule tumorali ma stimolano il ripristino del sistema immunitario. Infatti è oramai evidente che molti tumori si sviluppano e crescono ingannando e disarmando il nostro sistema immunitario. Parallelamente la ricerca ha consentito di chiarire che non tutti i tumori e non tutti i pazienti sono uguali. Alcuni rispondono a questi nuovi farmaci (circa il 20-30%), e non mostrano recidive per molti anni tanto da poter essere considerati effettivamente guariti; in altri casi le recidive si presentano dopo un periodo più o meno lungo, su altri pazienti invece l’immunoterapia è inefficace”.
“Il Ministero della Salute – ha evidenziato il sottosegretario – ha intrapreso quindi una serie di azioni per trasferire l’innovazione biotecnologica nella pratica clinica che avranno una ricaduta sostanziale e un impatto importante non solo per la salute dei pazienti (che ovviamente costituisce il nostro obiettivo primario), ma anche per l’intero sistema della ricerca sul cancro. Immaginiamo nel prossimo futuro, l’innesco di un circolo virtuoso per il quale i pazienti oncologici avranno accesso a terapie sempre più personalizzate ed efficaci, e la ricerca scientifica, sia pubblica che privata, troverà sempre più opportunità di sviluppo”.
“La ricerca scientifica – ha sottolineato – che appare all’orizzonte sarà sempre più tecnologica, ma non deve perdere la visione olistica del paziente, seguirlo nel tempo in tutte le fasi della malattia, cercando di identificare e comprendere i meccanismi che condizionano le caratteristiche mutevoli del cancro per trovare contromisure appropriate. L’Italia è la patria di alcuni dei migliori oncologi clinici e sperimentali del mondo che sapranno certamente valorizzare e dare autorevolezza scientifica a questi percorsi”.
“Molte saranno le azioni chiave – ha precisato – da porre in essere nel prossimo futuro, tra le quali merita menzione quella di favorire una ricerca traslazionale a due vie: non solo dal laboratorio al letto del paziente, ma anche dalla popolazione e dal paziente stesso alla ricerca preclinica. Questo significa riorientare la ricerca oncologica sui bisogni dei malati e non sugli obiettivi economico-finanziari dell’industria bio-medica, in un contesto di collaborazione chiara, etica, più ampia ed aperta. E’ necessario infine sottolineare che tutti i cittadini devono ricevere cure allo "stato dell’arte", ovunque essi siano e indipendentemente dal proprio profilo socio-culturale e economico. La ricerca offre gli strumenti per prevenire, diagnosticare e curare, ma queste opportunità devono essere disponibili per tutti. E lo dico anche per ricordare che il nostro Servizio Sanitario Nazionale, che compie 40 anni, ha come finalità primaria l’osservanza dell’articolo 32 della nostra preziosa Costituzione”.
“In queste settimane di intenso lavoro per la Legge di bilancio 2019 – ha concluso – , il Ministro Giulia Grillo e tutto il Ministero stanno lavorando per cercare di ottenere risorse adeguate per la sanità, nella ferma convinzione che sostenere economicamente la ricerca scientifica e il sistema salute non sia un capitolo di spesa, ma una grande opportunità di investimento per il futuro”.
29 Ottobre 2018
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