Bozza (FI): “La legge rischia di far passare un messaggio sbagliato, sarebbe bastato un atto amministrativo. Ma bene emendamenti su cure palliative e azione dei medici su base volontaria”

“Abbiamo dato voto favorevole agli emendamenti su cure palliative e azione dei medici su base volontaria, che abbiamo chiesto di inserire durante il confronto con il Presidente, Alberto Stefani e gli altri partiti di maggioranza, ma sul voto finale riguardante la legge nel suo complesso abbiamo lasciato libertà di coscienza, come Forza Italia ha sempre fatto sui temi etici. Personalmente mi sono astenuto, come il collega Patron: non è un no come quello votato due anni fa, perché il testo è migliorato grazie proprio a quegli emendamenti anche che di Forza Italia, ma non poteva essere un sì, perché il solo strumento giusto è una legge nazionale, nel solco del pronunciamento della Corte costituzionale. Una legge regionale, invece, crea difformità di procedure nel territorio nazionale e il rischio è di assistere a macabre migrazioni della morte da una regione all’altra. È una questione di metodo, che però è anche sostanziale”. Lo dichiara il capogruppo di Forza Italia, Alberto Bozza, dopo l’approvazione, oggi, da parte del Consiglio regionale del Veneto della legge regionale che definisce le procedure del suicidio medicalmente assistito.

“In Aula, ho ricordato che sarebbe stato sufficiente un atto amministrativo, per disciplinare in modo uniforme una procedura gestionale già peraltro consentita in Veneto e ammessa dalla Consulta in determinate e specifiche circostanze cliniche di chi è malato terminale. Invece, – sottolinea Bozza – presentando la legge si è esasperato il dibattito e si rischia di dare un messaggio politico e mediatico distorto che non voglio legittimare, cioè che il Veneto ha dato il via libera al suicidio assistito”. 

“Ribadisco, – prosegue Bozza – invece la bontà degli emendamenti di Giunta, scritti anche da Forza Italia, che prevedono la presenza del palliativista – con parere rinforzato e vincolante – dentro la commissione medica, e che stabiliscono che i medici agiscano su base volontaria. E abbiamo condiviso anche la presenza del comitato bioetico, così come il ruolo delle associazioni ‘pro vita’. Noi avremmo preferito un atto amministrativo, ma dal momento che è stato deciso di procedere con legge, quantomeno abbiamo lavorato per migliorare e modificare il testo originario, irricevibile e ideologico. Gli emendamenti migliorativi erano per noi dirimenti e in linea anche con quello che Forza Italia, sta portando avanti sul piano nazionale nell’elaborare una nuova legge parlamentare, che non è più rinviabile”, conclude Bozza.

02 Settembre 2026

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