Carnevali (Pd): “Le modifiche richiesta dal Governo sono sostanziali”. Ecco quali sono
“L’inserimento nella legge regionale delle previsioni del PNRR Missione 6, come le Case di comunità, ospedali di comunità, rafforzamento dell’Assistenza territoriale e telemedicina sono assoggettate alla possibilità di ricevere i finanziamenti europei e quindi ci mancherebbe altro che fossero presenti nella legge. Il punto sono i 15 paletti chiesti dal Governo. Innanzitutto si afferma che “pur riconoscendo la rilevanza e ruolo dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, la gestione non può essere esclusiva a questi professionisti sanitari ma rispettare quanto disposto dall’emanando decreto di attuazione della Missione 6 del PNRR (i contenuti sono già ben conosciuti dalle Regioni), dagli standard organizzativi, quantitativi, qualitativi, e tecnologici nazionali e la gestione affidata a team multidisciplinari. Anche la presa in carico della persona, rileva il Ministero, deve essere garantita direttamente dalle ASST, che la stessa regione lombardia nel suo carteggio di interlocuzione con il Ministrero saranno di fatto equiparabili alle USSL.
Alle ATS viene tolta la possibilità di accreditare le strutture sanitarie e sociosanitarie che rimangono in capo alla Regione stessa, affidandogli il solo ruolo di “istruttoria per l’accreditamento e per le eventuali variazioni”. Un modo per riportare la governance e controllo ad una ATS unica che AGENAS e Ministero avevano già chiesto con le “prescrizioni” a sperimentazione conclusa del quinquennio precedente, richiesta disattesa dall'attuale legge regionale”.
“Anche l’autorizzazione e l’accreditamento e la contrattualizzazione del soggetto gestore – prosegue – non sarà più di durata “inferiore ai vent’anni”, così come la revisione dei “DRG” (le modalità di pagamento delle prestazioni ospedaliere) viene riportata “in coerenza con quella statale”. Cassata anche l’introduzione di “strumenti innovativi per il finanziamento del sistema sanitario" in capo alla direzione generale della Giunta regionale ed il Piano pandemico regionale torna ad essere “in coerenza “ con il corrispondente Piano Nazionale (Pan-flu) e di durata triennale invece che quinquennale. Insomma l’eccesso di autonomia differenziata viene ridimensionato per mantenere un sistema sanitario nazionale il più possibile omogeneo”.
“La parola sperimentazione ricorre spesso nella riforma lombarda, compreso l'avvio di “titoli” destinati a soggetti affetti da gravi disabilità, "titoli" utilizzabili dall’utente stesso presso le unità di offerta accreditate a contatto, una misura che viene così riportata “in coerenza con la cornice regolatoria vigente. Più che di “titoli” sperimentali le persone con disabilità hanno bisogno di vedersi garantiti servizi che assicurino e stabilizzino continuità assistenziale, presa in carico e utilizzo dei budget di cura. Vengono richieste dal Governo anche altre modifiche, economiche e di allocazione delle risorse, insieme al rispetto delle competenze degli esercenti le professioni sanitarie per rimettere un po' di ordine sotto il cielo lombardo. Non ci è certo sfuggito un passaggio: ”non basta il cambiamento nominale dei ”PreSST ( Presidio Socio Sanitario Territoriale) in Case della Comunità e i POT ( Presidio Ospedaliero Territoriale) in Ospedali di Comunità ma questi devono operare in coerenza con quanto disposto dalla missione 6 del PNNR. Quindi più che enfasi a questa riforma serve celermente attuare le modifiche ed attrezzare al meglio il sistema della medicina ed assistenza territoriale integrandoli realmente con il “ sistema salute“ che per ora rimangono ancora fortemente zoppe, valorizzare il ruolo delle comunità e restituire alla prevenzione il rango di rilevanza che merita”, conclude.
15 Febbraio 2022
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