Cartabellotta (Gimbe) alla Commissione Sanità: “Situazione peggiore rispetto a marzo”
Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, in audizione presso la Commissione Sanità del Senato.
"Siamo in ritardo sull'evoluzione del virus, passano 15 giorni tra il contagio e la notifica dei casi, c'è inoltre un ritardo in molte regioni sulla notifica delle diagnosi – spiega il presidente di Gimbe -. L'indice Rt non può essere utilizzato da solo per decidere le misure, perché è in ritardo e può essere sottostimato, deve essere valutato insieme ad altri parametri. Inoltre siamo in ritardo con i Dpcm, stiamo andando verso il lockdown totale perché non siamo in grado di valutare gli effetti delle misure introdotte con i vari decreti. Bisogna notare che anchde un lockdown totale da solo permette di ottenere una riduzione del 50%dei casi al ventottesimo giorno".
Sull'accesso ai dati, ha poi sottolineato, c'è bisogno di più trasparenza. "La legge assegna all'Iss la sorveglianza utilizzando una piattaforma che è ad accesso riservato, i ricercatori indipendenti non possono fare nessuna ricerca ulteriore. L'altro aspetto è il monitoraggio degli indicatori del 30 aprile 2020, il report non è pubblico, periodicamente emerge attraverso organi di stampa ma è riservato. Riteniamo che rispetto al report è opportuno che vengano resi pubblici i contagi per comune, mentre ora li abbiamo solo per provincia. Inoltre si dovrebbe rendere accessibile il database in formato open data, mentre per il monitoraggio della fase 2 si dovrebbero rendere pubblici i report e i database in formato open data, ed espliciti e riproducibili i criteri per l'attribuzione del livello di rischio", ha concluso.
04 Novembre 2020
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