“Chiarezza su criteri priorità e certezze su dosi di vaccino”. Ecco le richieste delle Regioni
Secondo Bonaccini, "resta poi l’esigenza per le Regioni di una maggiore certezza sulle forniture che arriveranno nelle prossime settimane, collegata alle modalità di utilizzo, sgombrando il campo dagli equivoci come quello di una presunta inutilizzazione di quote di vaccini tenute da parte esclusivamente per la necessità della seconda dose". Inoltre, "va fatto ogni sforzo – ha aggiunto – per arrivare rapidamente alle autorizzazioni di nuovi vaccini e alla possibilità della produzione di quelli esistenti anche da parte della filiera farmaceutica italiana. L’obiettivo comune è di raggiungere entro l’estate una quota di diversi milioni di cittadini vaccinati".
Infine, "la seconda priorità è di creare condizioni di semplificazione e di estrema chiarezza sulle categorie da vaccinare, anche in relazione alle modalità che caratterizzano la somministrazione dei diversi vaccini, dal range anagrafico per la somministrazione di alcuni ai tempi differenti fra prima e seconda dose per altri. Quali siano dunque le fasce di popolazione o le categorie che vanno vaccinate prioritariamente – ha concluso il Presidente della Conferenza delle Regioni – è compito specifico e urgente dello Stato”.
Anche dal presidente della Liguria e vicepresidente delle Regioni Giovanni Toti è arrivata la richiesta “di semplificare il più possibile le procedure di vaccinazione per rendere più snello, rapido e chiaro per i cittadini il piano di vaccinazione”.
Per Toti è “una buona notizia che l’Agenzia del Farmaco stia valutando la possibilità di estendere l’uso dei vaccini AstraZeneca anche a chi ha più di 65 anni in modo da poter accelerare ulteriormente la protezione delle categorie più esposte”.
Ma per accelerare, secondo Toti, occorre anche “accorciare i tempi per il consenso informato, per l’anamnesi, occorre dare la possibilità di vaccinare a tante categorie che sarebbero in grado di farlo. Insomma serve una legge che semplifichi la gigantesca burocrazia che rallenta anche il mondo dei vaccini”.
“Noi intanto andiamo avanti in Liguria: abbiamo vaccinato il 5,63% dei nostri cittadini, più della media italiana del 5,26% – ha sottolineato il governatore -. Stiamo facendo oltre 20 mila vaccini la settimana e presto passeremo a 50 mila. Come promesso, tutti i cittadini più fragili avranno la prima dose entro il mese di maggio e per ora la nostra regione è tra quelle che stanno reggendo meglio questa terza ondata, come posti in ospedale, tamponi, terapie intensive. Ma se avremo regole più facili da Roma – conclude – faremo anche di più e meglio”.
Ecco le richieste delle Regioni:
– è necessario con urgenza acquisire una valutazione del Comitato Tecnico Scientifico in merito alla situazione e alle tendenze del quadro epidemiologico, anche al fine di mettere in campo misure coerenti ed efficaci per contrastare il diffondersi delle diverse varianti;
– nel condividere che l’accelerazione della campagna vaccinale è la priorità, risulta indispensabile disporre di una quantità adeguata di dosi vaccinali e di conoscere con certezza tempi, numeri e modalità di distribuzione, a livello territoriale;
– nella convinzione che il vaccino rappresenti un bene pubblico, si chiede al Governo di proseguire nella verifica di una produzione – o di parti di essa – dei vaccini già disponibili e autorizzati nelle aziende italiane, in attesa del vaccino italiano ReiThera;
– si chiede al Governo di portare avanti il confronto con l’Unione Europea, al fine di assicurare che non vi siano ulteriori riduzioni per l’Italia;
– dopo l’approvazione del FDA, è indispensabile conoscere i tempi per l’autorizzazione del vaccino Johnson&Johnson da parte dell’EMA e successivamente di quella di AIFA – e della valutazione su altri vaccini già in produzione – sottolineando la necessità di una semplificazione e di un’accelerazione di tali procedure, tenuto conto della recrudescenza della epidemia;
– al fine di evitare comportamenti difformi sul territorio nazionale, è necessario da parte del Governo fare chiarezza sulle priorità e sulle categorie target per la vaccinazione (esempio: servizi pubblici essenziali e soggetti fragili);
– è necessario un sollecito e definitivo pronunciamento sulle modalità di utilizzo del vaccino AstraZeneca in relazione alle fasce di età;
– occorre rafforzare il personale impiegato nella campagna vaccinale. Per quanto riguarda il protocollo sottoscritto con i medici di medicina generale, è necessaria una sensibilizzazione nell’attuazione dello stesso, viste le difficoltà riscontrate in alcuni territori regionali.
Infine, si ribadisce la richiesta di assicurare da parte del Governo l’impegno delle forze dell’ordine e delle polizie municipali nell’azione di controllo del rispetto delle regole per il contrasto al COVID-19 sui territori.
05 Marzo 2021
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Hantavirus. Il focolaio sulla nave da crociera e l’Argentina come epicentro silenzioso di un'epidemia che uccide un malato su tre

Medici di famiglia. Le Regioni verso il via libera alla Riforma Schillaci ma con un decreto più snello

Aifa richiama all’uso corretto del paracetamolo, in particolare al sovradosaggio negli adolescenti

Medici di famiglia. Schillaci: “Non smantelliamo la figura ma modello va cambiato. Riforma sarà discussa con Regioni e sindacati di categoria”

Ma il dottor Guido Tersilli è ancora vivo?

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Decreto Pnrr. Sì alla fiducia alla Camera. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 72 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci