Cimo Veneto: “Specializzandi nei pronto soccorso dal primo anno è troppo presto”
“Noi ci abbiamo provato, il fatto che la Regione non ci abbia minimamente considerati non mi stupisce più di tanto, perché ormai la decisione era presa, ma noi come rappresentanti della professione i nostri principi, i nostri concetti, dobbiamo manifestarli al netto di quella che poi è la possibilità politica o meno che vengano accettati”. Così il presidente Omceo Venezia, vicepresidente Omceo nazionale e segretario sindacato dirigenza medica Cimo, Giovanni Leoni, commenta alla ‘Dire’ l’approvazione degli emendamenti alla norma di adeguamento ordinamentale in materia di sanità da parte del Consiglio regionale veneto.
Diversi i punti su cui Leoni, in veste di segretario sindacale, esprime riserve. A cominciare dalla possibilità per gli specializzandi di prestare servizio nei pronto soccorso già dal primo anno. Secondo Leoni, “è troppo presto” e bisognerebbe invece “aspettare almeno il secondo anno”. Dopodiché bisognerebbe prevedere un aumento per i medici dipendenti che svolgono prestazioni aggiuntive in tutti i reparti in cui c’è un decifit di personale e concorsi esperiti senza esito adeguato. Al momento, infatti, un medico specializzando che va a coprire una posizione prende 100 euro lordi l’ora, mentre un medico dipendente che copra la vacanza in extraorario prende 60 euro lordi l’ora, una cifra che non viene ritoccata da 15 anni.
Per quanto riguarda il dibattuto tema dei medici di base in corso di formazione, i cui pazienti sono aumentati da 650 a mille già dal primo anno, con la possibilità i arrivare a 1.200 a partire dal secondo, secondo Leoni la scelta “rischia di aumentare ancora i carichi di lavoro dei pronto soccorso, perché se il medico di base non è in grado di gestire alcune situazioni a un certo punto se non sa come fare manda il paziente in pronto soccorso e aumentano i codici bianchi”.
Quindi assegnare troppi pazienti a medici in formazione potrebbe non essere una buona idea. “Per fare il medico di medicina generale bisogna anche imparare gestione del paziente con qualcuno vicino… Anche perché fino a ieri serviva la scuola, adesso improvvisamente non serve più. È strana la situazione”, conclude Leoni.
18 Maggio 2022
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Case di Comunità. Per i medici di famiglia un compenso di 38,72 euro l’ora con turni di almeno 3 ore continuative. Arriva la firma sul contratto tra la Sisac e i sindacati Fimmg e Fmt. No di Smi e Snami

Rette RSA e Alzheimer, cade lo scudo dei contratti privatistici: nulla la retta anche prima della presa in carico dell’ASL

Medici di famiglia. Bertolaso (Lombardia): “L'accordo per la loro presenza nelle Case della Comunità è un pannicello caldo”

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione