Cimop: “In piazza contro lo sfruttamento consapevole della professione medica”
Così il Segretario Nazionale della Cimop (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata), Carmela De Rango, nel commentare la mobilitazione nazionale.
“Per la prima volta i sindacati più importanti del settore, come la Cimop, unico sindacato rappresentativo dei medici della sanità privata, hanno scioperato insieme: in piazza con la Cimop ci sono stati i sindacati dei medici del pubblico più rilevanti, come Anaoo e Cimop-Fesmed, di cui Cimop è parte integrante. Un segno distintivo del nostro impegno, della nostra alleanza e soprattutto della nostra emergenza. Viviamo un’emergenza oggettiva e non ideologica, perché ci troviamo in una tempesta perfetta: usciamo dagli anni della pandemia con tante pacche sulle spalle, ma con le mani in tasca di chi ha deciso di toglierci il dovuto; proviamo a superare l’isolamento per lanciare insieme il nostro grido di protesta contro chi, Aiop, incarna la figura poco edificante del datore di lavoro che vuole fare cassa con i soldi della sanità pubblica; Aiop si rifiuta di rinnovare un contratto scaduto da 18 anni, con delle retribuzioni inferiore del 50/60 % rispetto ai colleghi che svolgono le stesse attività nel pubblico, con retribuzioni di 1500 euro netti al mese”.
E aggiunge: “Per queste ragioni abbiamo scioperato oggi, perché il ministero della salute ha predisposto alcuni finanziamenti per il rinnovo del ccnl del comparto non medico, ma non per i medici e all’interno della manovra di bilancio vi sono espressamente dei finanziamenti cospicui per la sanità privata, per il superamento delle liste d’attesa, senza però prevedere un rinnovo puntuale dei contratti di lavoro in quel settore. Il risultato di queste iniziative istituzionali sarà solo uno: il guadagno per gli imprenditori che sfruttano una manodopera a basso costo e altamente qualificata, quella dei medici. Siamo indignati perché ci troviamo dinanzi ad una sorta di dumping contrattuale e tutte le aziende che vogliono mantenere i costi contenuti sulle spalle dei medici, anche quelle che non aderiscono ad Aiop, applicano questo vergognoso contratto che è ultra datato, dal momento che risale alla notte dei tempi: ovvero al 2005. E’sufficiente contare quanti anni sono trascorsi dal 2005 al 2023 per capire il senso più intimo della nostra protesta. Oggi è arrivato il momento di urlare al paese, alle istituzioni, alle parti datoriali e ai territori con i quali ci confrontiamo tutti giorni, il nostro basta. E’ arrivato il momento che il governo intervenga su questa vergognosa situazione ed imponga il puntuale rinnovo contrattuale come regola di accreditamento al ssn”.
05 Dicembre 2023
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