Coccia (Cecos Italia): “La Corte Costituzionale non discrimina le coppie infertili”
"Per ben dieci anni è stato negato alle coppie l’accesso alle tecniche eterologhe: escluse, spesso indignate, non sempre tutelate sotto il profilo sanitario, per rischi di patologie potenzialmente trasmissibili di tipo infettivo o genetico, hanno vissuto il loro dolore di un figlio negato, nella riservatezza della loro famiglia e invisibili nei confronti delle Istituzioni – ha spiegato Coccia -. La sterilità non deve e non dovrà mai più essere vissuta da nessuna coppia come una vergogna. In Italia si apre un percorso pieno di speranze per uomini e donne che desiderano intraprendere un progetto genitoriale e che sono state colpite da patologie dell’apparato riproduttivo e non, che hanno gravemente compromesso la loro fertilità".
"Il Cecos Italia ha sempre creduto nella filosofia della donazione volontaria e gratuita dei gameti, caratterizzata principalmente da altruismo e solidarietà, sentimenti che sono sempre stati alla base del nostra società. Noi come Cecos – ha proseguito – abbiamo storicamente dato le basi e effettuato tali procedure prima della L.40/2004 essendo garanti dei nostri centri, grazie anche al nostro codice deontologico; pertanto la sentenza ci trova pronti e aperti a quei gruppi di centri che vorranno partecipare al nuovo progetto di una fecondazione estesa anche in senso eterologo. Allo stesso tempo le coppie grazie alla nostra associazione Cecos riceveranno, in maniera trasparente, informazioni garantiste sul percorso da effettuare".
"Il Cecos Italia – ha concluso la presidente Coccia – è pronto a collaborare con il Ministero della Salute, con l’Istituto Superiore di Sanità e con il Cnt, per effettuare tali tecniche con la massima sicurezza procedurale a tutela della donna, dell’uomo e del nascituro".
09 Aprile 2014
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