Coletto (Veneto): “Massimo rispetto Consulta, ma in Italia non si è capito che i primi sì-vax eravamo noi”
“Spiace – aggiunge Coletto – che per difendere una legge che continuiamo a definire sbagliata, una intera amministrazione sia stata omologata ai no vax mentre è sempre stato evidente che noi siamo a favore delle vaccinazioni, ma col consenso dei genitori e delle famiglie, che vanno informati per essere convinti, e verso i quali non è costruttivo operare con obblighi e multe ma soltanto con il convincimento e la persuasione”.
Coletto richiama quindi l’attenzione su “un paio di aspetti che mi lasciano perplesso”. “Nella sentenza della Consulta – afferma – si dice anche che ‘la mancata vaccinazione non comporta l’esclusione dalla scuola dell’obbligo dei minori, che saranno, di norma, inseriti in classi in cui gli altri alunni sono vaccinati’. Esattamente il concetto della copertura di gregge applicato da noi, laddove prevedevamo lo spostamento del bimbo non vaccinato qualora la sua classe non raggiungesse il 95% di vaccinati. Si trovi la differenza se ci si riesce”.
“Non convince poi – lasciatemelo dire aggiunge Coletto – l’imposizione di un obbligo vaccinale per malattie come il tetano, che non sono contagiose, e il perché un minore non vaccinato per il tetano, malattia appunto non contagiosa, debba essere escluso dalla frequenza delle scuole per l’infanzia. La vaccinazione per il tetano è molto utile per la protezione individuale (e infatti in Veneto è raccomandata) ma non concretizza certo quell’interesse della collettività che la stessa Consulta aveva in passato ritenuto necessario perché lo Stato potesse imporre un obbligo”
“Altro aspetto da sottolineare – conclude l’Assessore Veneto – è che non si capisce perché, se c’era tanta urgenza da agire con un decreto legge, si sia poi previsto che pagando una sanzione da 100 a 500 euro sia consentito ai non vaccinati di frequentare la scuola dell’obbligo. Vuol dire che i ricchi non sono contagiosi?”.
22 Novembre 2017
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