Criteri per l’appropriatezza dei ricoveri ospedalieri. “Avviato progetto pilota per individuare profili di consumo iso-risorse”
Così il sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi ha risposto ieri in Commissione Affaro Sociali all'interrogazione di Roberto Novelli (FI) in tema di criteri per l'appropriatezza dei ricoveri ospedalieri.
Questa la risposta integrale del sottosegretario Bartolazzi:
"In merito alla questione relativa allo schema di decreto volto a definire i criteri di appropriatezza nell'accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera, lo stesso Ministro della salute ha avuto modo di fornire i dovuti chiarimenti, nel corso della seduta di Question Time dello scorso 10 aprile, che, pertanto, evito di ripetere in questa sede. Venendo al punto dell'interrogazione odierna, ricordo che il Ministro ha precisato come la rimodulazione dell'offerta assistenziale riabilitativa necessitasse anche della revisione tariffaria adeguata al reale consumo di risorse connesso allo specifico profilo di trattamento.
Le tariffe per la remunerazione delle prestazioni di ricovero in riabilitazione sono, infatti, tuttora disciplinate dal decreto del Ministro della salute del 18 ottobre 2012, che prevede la remunerazione delle prestazioni a giornata di degenza per Macro Categoria Diagnostica (MDC), valori soglia e tariffe per gli oltre soglia. Le uniche eccezioni sono rappresentate dalle tariffe per i soggetti affetti da grave Cerebrolesione acquisita e per i pazienti mielolesi con una gravità di lesione A, B, C.
Nell'ambito di questa articolazione tariffaria, nonostante l'ampia variabilità del fabbisogno riabilitativo/assistenziale ospedaliero per molte categorie di pazienti, non vi è alcuna previsione differenziale tra la tariffa massima, prevista solo in alta specializzazione e solo per le Gravi Cerebrolesioni acquisite o Mielolesioni, e la tariffa base prevista per tutto il resto della casistica.
In esito ad una ricognizione effettuata recentemente nell'ambito della Commissione Tariffe Nazionale, non risulta che, a livello regionale, siano stati prodotti studi sui costi delle prestazioni ospedaliere di riabilitazione, e la normativa regionale in materia, salvo poche eccezioni, si basa prevalentemente sul tariffario nazionale. Pertanto, il Ministero della salute ha ritenuto opportuno intraprendere un percorso per giungere ad una ridefinizione delle tariffe dei ricoveri ospedalieri di riabilitazione, basandosi per quanto possibile non su stime, ma sui risultati di una rilevazione diretta dei costi per profilo di trattamento presso strutture ospedaliere assunte come standard.
Allo scopo di definire una metodologia per la rilevazione dei costi delle prestazioni, che tenga conto dei livelli di complessità della casistica e dei diversi gradi di intensità riabilitativa, e di effettuare la rilevazione dei costi presso una selezione di strutture, questo Ministero ha stipulato una Convenzione con la regione Emilia Romagna.
La regione Emilia Romagna si contraddistingue, infatti, per una rete dell'offerta riabilitativa pubblica e privata accreditata coerente con quanto indicato nel decreto ministeriale n. 70 del 2015, ed ha introdotto recentemente in via sperimentale, per tutti i pazienti ricoverati in riabilitazione, la rilevazione delle scale per la valutazione della disabilità e della complessità clinico-riabilitativa. La disponibilità di questi contenuti informativi, aggiuntivi rispetto ai contenuti della SDO nazionale, risulta infatti di particolare interesse ed utilità per giungere a definizioni più dettagliate dei profili di ricovero riabilitativo, che non riescono a trovare una buona risoluzione nel tracciato standard e nella classificazione delle diagnosi e procedure attualmente in uso (ICD9CM).
Il progetto oggetto della citata Convenzione prevede la definizione di una metodologia per la rilevazione dei costi del ricovero «post acuto» di riabilitazione, da testare su un campione di strutture riabilitative della regione Emilia Romagna, e poi da estendere ad un campione allargato di strutture nel territorio nazionale.
Con tale progetto, dunque, si intende sviluppare una metodologia per produrre i costi diretti per caso trattato, sulla base dei dati analitici sui costi rilevati dalla contabilità e dei profili individuali di trattamento/consumo, rilevati ad hoc, con l'obiettivo di individuare profili di consumo iso-risorse per le discipline di cui ai codici 75, 28 e per il codice 56, secondo i livelli di complessità del ricovero riabilitativo".
Roberto Novelli (FI), replicando, ringrazia il rappresentante del Governo per la risposta articolata che ha fornito, che si riserva comunque di approfondire. In prima battuta, esprime preoccupazione per la bozza di decreto riguardante l'appropriatezza dei ricoveri, che sembra escludere i pazienti affetti da patologie croniche (quali morbo di Parkinson, sclerosi multipla), destando preoccupazioni da parte delle associazioni di pazienti.
19 Aprile 2019
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Italiani all'estero extra Ue. Via libera definitivo del Senato alla tessera sanitaria con contributo di 2.000 euro. Il provvedimento ora è legge

Medici di famiglia. Della Riforma rimane ben poco. Dopo lo stop al decreto resta l’ipotesi di una norma sulle 6 ore nelle Case della comunità. Bertolaso, in polemica, lascia da vice della Commissione Salute

Oms Europa: entro il 2030 mancherà quasi un milione di operatori sanitari. E i piccoli Paesi lanciano il piano per non arrivare impreparati

Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni

Medici di famiglia, la storia di una riforma infinita: quindici anni di annunci e promesse mancate con il rischio che le cure primarie finiscano al privato

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Enpam. Scontro M5S-Giorgetti sulle pensioni dei medici. Castellone: “Investimenti a rischio, c'è un'inchiesta della procura di Milano”

Dottori anche con la laurea triennale: perché continuare a sminuirli?

Medici di famiglia, la riforma Schillaci si ferma. La maggioranza frena sul passaggio alla dipendenza