d’Ambrosio Lettieri (CoR): “Con taglio Fondo sanitario 2018 nuovi Lea a rischio
“Detto ciò – prosegue il senatore – , non è secondario a questo, anzi è urgente e dirimente -rispetto alla sopravvivenza di un sistema che garantisca davvero il diritto alla salute di tutti i cittadini, in modo omogeneo sul territorio nazionale non solo sulla carta – il tema del finanziamento del fsn che presenta, ormai, una forte criticità strutturale. Occorre parlare il linguaggio della verità e dire chiaramente che il sistema, così com’è, non funziona più: o si introducono, nel modello assistenziale, innovazioni significative oppure il ssn è destinato a disgregarsi rovinosamente, con detrimento dei cittadini e delle fasce più deboli della popolazione”.
“D’altronde – rimarca – , se 11 milioni di italiani e circa 5 milioni di famiglie nel 2015 hanno rinunziato alle cure per l’onerosità dei ticket e per i tempi scandalosi delle liste di attesa, se oltre 6 mln di cittadini ha fatto ricorso a farmaci dispensati da enti di beneficienza, se ben 7 regioni, soprattutto al Sud, sulla base del report annuale del Ministero della Salute, non raggiungono la soglia di adempimento nella garanzia dei Lea, vorrà dire che c’è più di qualcosa che non funziona. A questo si aggiunga che 12 mln di italiani nel 2015 hanno fatto ricorso alla sanità privata che oggi costa circa 35 miliardi di euro che gli italiani spendono di tasca propria. Di questa somma solo 4.5 miliardi sono intermediati. Troppo pochi. Un intervento in questo campo – anche finalizzato ad una maggiore migliore conoscenza del funzionamento dei fondi integrativi – consentirebbe di ottenere risparmi, di qualificare la spesa e di ottenere risultati positivi anche sulla qualità degli obiettivi di salute pubblica.
Se tutto questo ancora non bastasse per svegliare il governo e indurlo ad aprire una discussione in Parlamento, rimando alle conclusioni a cui sono giunte le Commissioni Sanità del Senato e Servizi Sociali della Camera nelle rispettive indagini sulla sostenibilità del SSN e sulla difesa dei principi di universalità, equità e solidarietà”.
“Per garantire questi principi – evidenzia – dobbiamo prendere atto che il welfare generalista non funziona più e che bisogna fare una profonda riflessione sul passaggio al welfare selettivo, capace di definire le nuove priorità nei lea e nella platea degli assistiti. Deve anche aprirsi un dibattito, franco e corretto, oltre che scevro da pregiudizi, sul welfare aziendale e sui fondi integrativi. L’apertura di una nuova fase per rilanciare la nostra sanità e coprire realmente le richieste assistenziali di tanti cittadini che oggi non riescono ad accedere al ssn, passa anche da una valutazione serena e trasparente del rapporto tra pubblico e privato.
È giunto il momento della responsabilità e della chiarezza. Non si possono ingannare gli italiani su temi così cruciali che includono non solo implicazioni sanitarie, economiche e culturali ma anche sociali ed etiche che rischiano di creare una grave frattura dei principi fondamentali posti dalla Costituzione a garanzia della civile convivenza”.
16 Novembre 2016
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