D’Ambrosio Lettieri (DI): “Emiliano si occupi della crociata di informazione invece che supportare disinformazione e generare confusione”
“Siamo favorevoli – ha detto d’Ambrosio Lettieri – ai dubbi che generano la verità, ma fortemente contrari alle contese politiche che veicolano disinformazione e generano confusione e sgomento. Un legislatore è tenuto ad azioni responsabili e questa responsabilità non può che essere scevra da ogni pregiudizio e basarsi su evidenze scientifiche. Ci appare quindi grave e francamente singolare la posizione del presidente Emiliano – peraltro di fatto smentita dallo stesso capo del dipartimento salute della Regione Puglia, Ruscitti – di cui mi sfugge la manifestazione di dissenso nei confronti dell’allora decreto Lorenzin, oggi legge, in sede di Conferenza Stato-Regioni, che pure ha fornito un documento in cui avanzava una serie di proposte migliorative del testo per risolvere criticità a cui abbiamo contribuito anche noi di Dit presentando diversi emendamenti in Senato”.
“Abbiamo ragionato senza pregiudizi – prosegue il senatore – perché la scienza non è un optional, le decisioni devono essere supportate dalla ricerca scientifica e da quello che le autorità preposte diffondono a livello internazionale. E ciò che emerge è che la vaccinazione e la potabilizzazione dell’acqua sono le conquiste più straordinarie fatte negli ultimi secoli. Così come la migliore misura di prevenzione per la tutela della salute pubblica resta quella vaccinale”.
Per d’Ambrosio Lettieri “la responsabilità politica, al di là delle diverse posizioni che confermiamo di contrarietà al governo in termini generali, fa riconoscere nella vaccinazione un atto intimamente connesso ai principi di universalità e solidarietà, perché la vaccinazione del singolo non è solo mezzo di tutela della salute del singolo, ma diventa un imprescindibile strumento di garanzia per la tutela della salute dell’intera comunità”.
“Si impegni, il presidente Emiliano, a promuovere ogni azione utile a rinforzare nei cittadini una forte cultura della consapevolezza. Solo così si può passare dalla cultura dell’obbligo alla cultura della adesione consapevole. Per farlo dobbiamo attuare una crociata di informazione tanto più grande e imponente di quanto è stata la voce che si è levata nelle piazze da parte di ciarlatani figli di una teoria oscurantista e medievale cui siamo nettamente contrari”, conclude d’Ambrosio Lettieri.
29 Agosto 2017
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