De Pascale (Emilia Romagna): “Massima disponibilità al confronto, ma servono risorse adeguate e cambio di metodo”
“Non è credibile pensare che 20 presidenti di Regione siano incapaci, è anche statisticamente improbabile”.
Così Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, replica all’appello della premier Giorgia Meloni alle Regioni a fare squadra con il Governo nella lotta alle liste d’attesa. Il tema, sottolinea, non può essere ridotto a responsabilità locali ma riguarda criticità più ampie del sistema.
E a margine dell’incontro ‘Innovaction – Dialoghi sull’innovazione accessibile’, organizzato oggi a Roma, de Pascale ha ribadito la disponibilità delle Regioni al confronto: “La disponibilità è massima – ha spiegato a Quotidiano Sanità – ma serve un adeguato finanziamento. Noi abbiamo delle idee, ma per sedersi a un tavolo serve volerlo, serve una volontà sincera”. E aggiunge: “Nel sistema delle Regioni ci sono anche i tecnici più competenti per rispondere alle liste d’attesa”.
Un problema sistemico, non locale Per il presidente dell’Emilia-Romagna, i segnali che arrivano dai territori indicano una criticità diffusa: “Se c’è un problema in una regione si può pensare che sia colpa di chi l’amministra, ma se iniziano ad andare in crisi anche Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, forse qualche problema c’è”. Un quadro che, a suo avviso, conferma la natura strutturale delle difficoltà: “I presidenti cambiano, ma i problemi rimangono”.
Risorse, appropriatezza e governo della domanda Le liste d’attesa, osserva de Pascale, rappresentano una priorità ma non l’unica emergenza del Servizio sanitario nazionale. “La garanzia dei farmaci innovativi oncologici non so se viene prima o dopo”, evidenzia, indicando la necessità di un equilibrio tra diverse esigenze di sistema.
La risposta, secondo il presidente, passa innanzitutto da maggiori risorse: “Servono risorse adeguate per aumentare la produzione di prestazioni”. Ma non basta. È necessario intervenire anche sull’appropriatezza e sul governo della domanda:
“Ad esempio – ha spiegato – come Emilia-Romagna abbiamo siglato di recente un accordo molto importante con i medici di medicina generale, che considero tra i più innovativi a livello nazionale. Si tratta di un’intesa integrativa regionale che si inserisce nel solco dell’accordo nazionale e che punta con decisione sull’appropriatezza prescrittiva. Già oggi, per alcune prestazioni, eroghiamo quantità anche più che doppie rispetto ad altre realtà – come nel caso delle ecografie addominali – e tuttavia registriamo ancora liste d’attesa lunghe. Questo dimostra che aumentare semplicemente il volume delle prestazioni non è sufficiente per ridurre i tempi”.
Serve quindi intervenire anche sul governo della domanda: “Con l’attuale sistema siamo riusciti a raggiungere un’intesa significativa con i medici di famiglia e, a seguire, con i pediatri di libera scelta, proprio per garantire che si prescriva ciò che è realmente necessario. Perché se a guidare le scelte è ‘Google’ e non l’appropriatezza clinica, il sistema non può reggere”.
“Occorre un cambio di metodo” Infine, de Pascale richiama la necessità di un diverso approccio nei rapporti tra Governo e Regioni: “Se si vuole lavorare insieme si deve cambiare metodo”. Un invito a costruire un confronto strutturato e realmente condiviso, che tenga insieme finanziamenti, organizzazione e competenze tecniche, per affrontare in modo efficace il nodo delle liste d’attesa.
09 Aprile 2026
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