Def 2013. Anche la Camera approva
Ecco il testo della risoluzione approvata:
La Camera,
esaminato il Documento di economia e finanza 2013;
premesso che:
il Documento in esame è stato presentato da un Governo già dimissionario nella precedente legislatura e non poteva che confermare la linea sin qui tenuta da quell'Esecutivo senza assumere impegni per il futuro;
nella prima sezione, relativa al Programma di stabilità, viene evidenziato il rallentamento registrato nel 2012 dall'economia mondiale rispetto al 2011, rallentamento che si è riflesso, in parte, anche nei primi mesi dell'anno in corso, determinando una revisione al ribasso delle previsioni di crescita per il 2013 dell'economia globale e dell'Eurozona. Positiva appare, pertanto, la decisione della BCE di ridurre il tasso di interesse di riferimento, anche se sarà necessario vigilare affinché la maggiore liquidità delle banche si traduca in una ripresa del credito, specie per le piccole e medie imprese;
l'analisi del quadro macroeconomico italiano nel 2012 e le previsioni per l'anno in corso e per il periodo 2014-2017 riflettono gli elementi di incertezza che ancora inficiano le prospettive di crescita dell'economia globale;
il processo di riconduzione dei conti pubblici in Italia su un percorso sostenibile può dirsi in gran parte completato con successo, pur in presenza di un livello elevato di debito pubblico, mentre le prospettive di crescita dell'economia italiana risultano incerte e comunque fortemente influenzate dagli sviluppi della crisi che coinvolge l'Europa, e in particolare i Paesi dell'area mediterranea, e dall'evoluzione dello scenario economico internazionale;
entro il mese di giugno, a livello europeo saranno assunte decisioni sull'Italia in merito alla «procedura di disavanzo eccessivo»: l'auspicata chiusura di tale procedura confermerebbe l'efficacia dell'azione di risanamento della finanza pubblica svolta negli anni della crisi dai governi Berlusconi e Monti;
le previsioni della Commissione europea pubblicate il 3 maggio prendono atto dell'efficacia del consolidamento fiscale svolto in questi anni e proiettano un'evoluzione della finanza pubblica italiana che vede un indebitamento netto inferiore al limite del 3 per cento ed un saldo strutturale, al netto cioè della componente ciclica e delle una tantum, che si avvicina al pareggio nei prossimi anni, evidenziando come vi siano le premesse per una positiva conclusione della «procedura di disavanzo eccessivo»;
la prosecuzione di una politica di bilancio basata esclusivamente sull'austerità non sarebbe in grado di assicurare la crescita e aggraverebbe l'attuale recessione: ad essa va immediatamente associata una politica volta a creare occupazione. A tal fine, mentre deve proseguire la politica di contenimento e di razionalizzazione della spesa pubblica, i margini di flessibilità finanziaria che si renderanno disponibili con la chiusura della «procedura di disavanzo eccessivo» dovranno essere utilizzati per accrescere gli investimenti produttivi e per attenuare il carico fiscale che attualmente grava sulle famiglie e sulle imprese;
il Presidente del Consiglio dei ministri, nelle comunicazioni rese alle Camere in occasione del conferimento del voto di fiducia, ha sottolineato come «Dopo più di un decennio senza crescita le politiche per la ripresa non possono più attendere», e ha indicato una serie di nuovi provvedimenti in materia di riduzione fiscale sulle famiglie e sulle imprese, di stimolo all'occupazione e di riforme, da assumere per agganciare la ripresa nel più breve tempo possibile;
analogamente agli Stati membri, che hanno mantenuto gli impegni in termini di consolidamento dei bilanci pubblici, è necessario che l'UE mantenga gli impegni assunti in sede di Consiglio europeo il 28-29 giugno 2012 con l'approvazione del «Patto per la crescita e l'occupazione», nonché del documento «Verso un'autentica unione economica e monetaria» presentato dai presidenti del Consiglio e della Commissione europea, della BCE e dell'Eurogruppo, che prevede l'unione bancaria, economica, di bilancio e politica nell'Eurozona, su cui si è ritornati in sede di Consiglio europeo il 13-14 dicembre 2012;
il programma del nuovo Governo richiede di essere attuato anche a livello europeo, promuovendo le intese necessarie a segnare una nuova fase per l'integrazione economica e monetaria, nonché ottenendo i margini di flessibilità necessari ad affrontare con determinazione i problemi della crescita e della coesione sociale;
il Documento in esame fornisce un quadro esauriente e trasparente della finanza pubblica ed evidenzia gli impegni, assunti e rispettati, dalla comunità nazionale in ambito europeo, ma non può riflettere le prospettive future in materia di politica economica e finanziaria,
impegna il Governo:
a presentare al Consiglio europeo e alla Commissione europea il Programma di stabilità ed il Programma nazionale di riforma e ad assumere tutte le iniziative per favorire una positiva conclusione della «procedura di disavanzo eccessivo»;
a riconsiderare in tempi brevi il quadro di finanza pubblica nel rispetto degli impegni europei per quanto riguarda i saldi di bilancio 2013-2014 e ad individuare gli interventi prioritari necessari per dare attuazione alle linee programmatiche indicate dal Presidente del Consiglio dei ministri nelle sue comunicazioni alle Camere e su cui ha ottenuto la fiducia, sottoponendo tempestivamente tali nuovi indirizzi all'approvazione parlamentare e presentando quindi al Consiglio europeo e alla Commissione europea un aggiornamento del Programma di stabilità e del Programma nazionale di riforma.
(6-00006) «Speranza, Brunetta, Dellai, Pisicchio».
08 Maggio 2013
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