Donne in carcere. Il problema della droga e il rischio Hiv
In Europa la popolazione detenuta femminile ha una prevalenza di infezione da HIV che varia da regione a regione raggiungendo il picco massimo di una su cinque in Europa dell'est, superiore sia rispetto alla popolazione generale (0,3%), che alla stessa popolazione detenuta maschile (7%).
"All'interno delle carceri le abituali reti di sostegno sociale sono interrotte o fortemente indebolite- spiega Elena Rastrelli, Responsabile di ROSE, Rete dOnne SimspE, network nazionale nato all’interno della SIMSPe, Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria in occasione della Conferenza europea sull’Hiv – Questo può portare le donne a differire all’esecuzione del test per l'HIV o ad essere scoraggiate ad iniziare o proseguire correttamente la terapia antiretrovirale. Ciò è spesso aggravato dalla discriminazione nei confronti delle donne sieropositive in carcere, aumentandone ulteriormente la vulnerabilità. Una volta rilasciate, lo stigma di essere stata detenuta pesa sulle donne; per molte di esse sono significativamente ridotte la probabilità rispetto agli uomini di ricevere una prescrizione ART, di aderire a un regime ART, di aderire al trattamento e di mantenere la soppressione".
27 Ottobre 2017
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