Ecco cosa chiede alla politica l’industria dentale
• Completa detraibilità delle spese sostenute dal paziente odontoiatrico
Recenti ricerche indicano come i cittadini italiani disertino sempre di più gli studi odontoiatrici (nell’ultimo anno il 59,6% degli italiani non si è recato dal dentista neppure per effettuare una seduta di igiene orale –fonte Datanalys gennaio 2012). Se da una parte i parte i motivi possono essere ricercati un una migliorata salute orale ed in una scarsa cultura verso la prevenzione ad incidere negativamente è indubbiamente la crisi economica visto che l’odontoiatria è una branca della medicina prevalentemente finanziata “out of pocket”, ovvero direttamente dagli stessi cittadini vista l’assenza dell’offerta pubblica. Solo l’8% delle prestazioni odontoiatriche sono rese dal SSN. Consentire al cittadino di detrarre interamente o con una percentuale maggiore dell’attuale 19% (applicate per le spese superiori a 200 euro) quanto speso per le cure odontoiatriche consentirebbe agli italiani di non trascurare la propria salute orale oltre ad abbattere l’evasione fiscale in un settore da sempre, ma immotivatamente, indicato come poco attento alla fatturazione.
Lo studio odontoiatrico necessita, a differenza di altri studi professionali, di ingenti investimenti in attrezzature ed apparecchiature ad alto contenuto tecnologico. Da questo punto di vista lo rendono simile ad una piccola e media impresa. Ma a differenza di queste ultime, gli studi odontoiatrici (studi professionali) hanno piani di ammortamento a 8 anni che rendono penalizzante (anche per via dei parametri utilizzati dagli studi di settore) sostituire attrezzature e macchinari prima di questa scadenza. Oggi gli apparecchi elettromedicali utilizzati dagli odontoiatri dopo due o tre anni sono obsoleti dal punto di vista tecnologico e questo penalizza i dentisti che vogliono offrire ai propri pazienti terapie basate sulle più recenti tecnologie ed evidenze scientifiche. Una recente indagine condotta dall’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) ha rilevato come il 64,8% dei dentisti italiani sarebbe, a fronte di più equi incentivi fiscali, disposto a fare cospicui investimenti in attrezzature. Considerando che già oggi il mercato di materiale ed attrezzature acquistato da dentisti, odontotecnici ed igienisti dentali vale in un anno 1.200 milioni di euro, la volontà di investire da parte de dentisti italiani porterebbe un incremento della produzione e di conseguenza anche dell’occupazione in questo settore.
• Rispetto ed armonizzazione delle norme sulla sicurezza dei prodotti e delle strutture sanitaria in funzione del cittadino paziente
In merito alla norme (europee) che regolano la produzione e commercializzazione dei dispositivi medici ed elettromedicali si chiede una migliore armonizzazione degli stessi anche considerando quanto imposto da paesi extracomunitari come gli Stati Uniti e Canada e maggiori controlli sulla sicurezza dei prodotti che vengono importati da paesi extra UE. Necessaria anche una armonizzazione delle delibere regionali sulle autorizzazioni sanitarie degli studi odontoiatrici in particolare per i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi; sempre finalizzati ed a garanzia della salute del cittadino paziente.
Riprendere al più presto la discussione della norma (già approvata dalla Camera de deputati) contenuta del DDL Salute che prevede la confisca dei beni utilizzati nell’esercizio abusivo della professione odontoiatrica ma anche la creazione di una Anagrafica dei Direttori Sanitari per sapere in quanti studi operano. Oggi è possibile per un iscritto all’Albo degli odontoiatri essere direttore sanitario di più strutture odontoiatriche rendendo di fatto impossibile la sua azione di verifica su quanto gli operatori che esercitano in quelle strutture eseguono. Questa pratica è spesso utilizzata dagli iscritti all’Albo dagli odontoiatri per “coprire” i finti abusivi nelle pratiche illegali.
L’allegato elenca una serie di materiali ed attrezzature vendibili esclusivamente agli iscritti all’Albo degli odontoiatri. In questi anni l’elenco non è mai stato aggiornato rendendo le imprese che vendono prodotti a rischio sanzione in quanto la classificazione dei nuovi materiali ed attrezzature prodotte in questi ultimi 20 anni è differente a seconda dell’interpretazione di chi effettua la verifica
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11 Febbraio 2012
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