ECDC: “Rischio basso per l’Europa, ma serve cautela”
Un esperto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie è stato inviato a bordo della nave da crociera interessata da un focolaio di hantavirus delle Ande, nell’ambito di un’azione coordinata a livello europeo per chiarire l’origine dell’epidemia e rafforzare la risposta di sanità pubblica.
“Permangono ancora molte incertezze riguardo a questa epidemia ed è importante adottare un approccio precauzionale in questa fase per ridurre la probabilità di un’ulteriore trasmissione”, ha dichiarato Pamela Rendi-Wagner, sottolineando come la presenza di un esperto a bordo sia fondamentale per raccogliere dati epidemiologici e fornire indicazioni operative immediate.
Il virus e il rischio di trasmissione
Il patogeno identificato è l’hantavirus delle Ande, una variante presente in alcune aree del Sud America e unica tra gli hantavirus per la capacità di trasmettersi da persona a persona, generalmente attraverso contatti ravvicinati e prolungati.
A bordo della nave sono già state attivate misure di contenimento per limitare i contagi tra passeggeri ed equipaggio, mentre l’ECDC ha pubblicato un rapporto di valutazione del rischio per l’Europa, includendo raccomandazioni specifiche per la gestione dei casi e dei contatti stretti.
Misure precauzionali e gestione dei casi
Alla luce delle informazioni ancora limitate e del lungo periodo di incubazione del virus, l’ECDC invita ad adottare un approccio prudenziale. Tra le misure indicate:
possibile evacuazione medica dei passeggeri sintomatici;
monitoraggio stretto dei contatti;
rafforzamento delle procedure di controllo all’arrivo nei punti di ingresso nell’Unione europea.
Secondo il Centro europeo, tuttavia, il rischio per la popolazione generale resta molto basso e non si prevedono scenari di diffusione su larga scala. L’eventuale trasmissione dovrebbe rimanere circoscritta, sia per la modalità di contagio che richiede contatti stretti, sia per le misure di prevenzione già attivate.
Indagini in corso
Restano aperti diversi interrogativi: non è ancora chiaro dove sia avvenuta l’esposizione iniziale né quale sia l’estensione reale del contagio tra passeggeri ed equipaggio. Le indagini epidemiologiche sono in corso e coinvolgono diversi Paesi europei.
L’ECDC sta lavorando in stretto coordinamento con le autorità sanitarie nazionali, con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e con il laboratorio di riferimento Ue per i virus emergenti zoonotici, con l’obiettivo di rafforzare anche la capacità diagnostica.
Cos’è l’hantavirus delle Ande
Gli hantavirus sono virus zoonotici trasmessi principalmente dai roditori all’uomo, spesso tramite inalazione di particelle contaminate da urina, saliva o feci. L’hantavirus delle Ande può causare la sindrome polmonare da hantavirus, una patologia grave caratterizzata inizialmente da febbre e sintomi aspecifici, seguiti da rapido deterioramento respiratorio e possibile shock.
L’elemento distintivo di questa variante è la trasmissibilità interumana, evento raro ma documentato, che giustifica l’attenzione delle autorità sanitarie europee e l’adozione di misure di contenimento rafforzate.
In sintesi, mentre il rischio per l’Europa resta contenuto, il caso della nave da crociera rappresenta un banco di prova per i sistemi di sorveglianza e risposta coordinata dell’Unione europea di fronte a patogeni emergenti.
06 Maggio 2026
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