Fadda: “Il superamento del precariato è un problema da affrontare e risolvere insieme”
Un incontro con il quale il Sottosegretario Fadda, delegato dal Ministro della Salute alla trattazione della materia, onora nei tempi l’impegno preso nell’ultimo incontro con i sindacati del comparto sanità, di affrontare quale priorità l’emanazione del DPCM previsto dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125 (da adottare entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legge 101/13) su proposta del Ministro della salute, di concerto l’Economia e il Ministro della Pa intesa con le regioni per attuare, per gli enti del Ssn, le disposizioni dettate per il personale a tempo determinato delle altre pubbliche amministrazioni da tale legge.
“La priorità – afferma il Sottosegretario Fadda – è data dalla considerazione che si affronta la delicata, importante e strategica questione delle lavoratrici e dei lavoratori precari dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale per la duplice seguente considerazione: la prima che è giusto affrontare, in forma unitaria e radicale il problema di una generazione di professionisti e di operatori che da anni, con rapporti di lavoro precario, garantiscono, con competenza e generosità, prevenzione, cura, riabilitazione e ricerca nelle aziende e istituzioni sanitarie. La seconda è che, finalmente, per medici ed altre professionalità laureate, è possibile offrire una soluzione certa per tentare di uscire dal tunnel del precariato”.
Questa norma amplia la platea del personale del Ssn da regolamentare col Dpcm comprendendo tutto il personale del Servizio Sanitario, medici e altra dirigenza compresa, nonché il personale dedicato alla ricerca in sanità per il quale dovranno essere dettate specifiche disposizioni.
“È dal 1985 che non si prevede anche per i medici la possibilità di stabilizzazione nel Ssn – si legge in un comunicato del ministero della Sanità –, invece prevista nelle precedenti leggi per il personale non dirigenziale del comparto sanità, così come per la prima volta si prevede la specificità del personale precario dedito alla ricerca in sanità, registrando un’inversione di tendenza in un settore qual è quella della ricerca sanitaria nel nostro Paese per il quale l’unica soluzione di valorizzazione appariva essere la fuga di cervelli all’estero. L’incontro di martedì prossimo, costituisce una novità nelle convocazioni: si è voluto riunire in un unico tavolo sia i sindacati della dirigenza, medici compresi, che del restante personale del comparto sanità in quanto il superamento del fenomeno del precariato è un problema da affrontare e risolvere insieme: è augurabile che da straordinaria, questa modalità di convocazione diventi la normalità per affrontare con le risorse e le competenze di tutto il personale e delle loro rappresentanze sindacali, la strategia per difendere e rilanciare il nostro Ssn”.
18 Novembre 2013
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