Farmindustria: “Nel 2023 già pianificati 300 studi clinici. Ma se Italia non si adegua a regolamento Ue rischia di perdere la competizione”
16 Dicembre 2022
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Sono 300 gli studi clinici pianificati per il 2023 dalle imprese del farmaco in Italia, a fronte degli 84 del 2022. È il risultato di un’indagine di Farmindustria su circa 60 aziende per fotografare il rischio concreto che l’Italia corre in termini di perdita di studi clinici finanziati dall’industria di cui ha parlato oggi al convegno alla Cattolica il presidente di Farmindustria Marcello Cattani.
“Un dato incoraggiante e in linea con quanto pubblicato a novembre dall’Agenzia Europea dei Medicinali”, ha detto Cattani, sottolineando come “il Regolamento rappresenta un’opportunità che però può essere pienamente sfruttata solo con un contesto in grado di attrarre investimenti perché migliora e snellisce le procedure necessarie a sviluppare nuovi medicinali. Ecco perché bisogna rapidamente adeguare il quadro regolatorio con l’emanazione dei decreti attuativi da tempo annunciati”.
“Altrimenti il rischio è rimanere indietro rispetto ad altri Paesi, quali Francia (142), Spagna (132), Germania (116) che contano un numero di autorizzazioni maggiore rispetto all’Italia. Con conseguente impatto negativo sui pazienti, sul Sistema Sanitario e sulla competitività del Paese”, ha concluso il presidente di Farmindustria.
16 Dicembre 2022
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