Federfarma: “Positivo obbligo di maggioranza di farmacisti nelle società di capitale proprietarie di farmacie”
“Appena eletto presidente avevo rappresentato, in una lettera indirizzata al precedente Governo, la necessità di garantire ai farmacisti la maggioranza nelle società di capitali. E’ questo infatti l’unico modo per far sì che il contributo professionale prevalga rispetto agli interessi economici. Non per niente analogo vincolo vige per altre categorie professionali, come avvocati e commercialisti, anche in proporzioni più solide. Per non interferire in alcun modo nello svolgimento del dibattito parlamentare, mi sono astenuto dal rispondere ieri quando alcuni soggetti interessati alle catene di farmacie hanno sostenuto che la misura metterebbe a rischio 1.500 posti di lavoro. Tale allarme è strumentale: non mi risulta che esista alcun principio economico per il quale trasferendo parte della proprietà di una azienda si perdano occupati. Sono convinto che tutti i posti di lavoro oggi assicurati dalle farmacie private (quasi 80mila e in crescita dal 2012, fonte Bilancio sociale dell’UTIFAR 2018) saranno mantenuti.”
Dall’analisi dei dati disponibili presso gli Ordini dei farmacisti (ai quali, per legge, va comunicata ogni variazione di proprietà) risulta che il trasferimento della proprietà della farmacia, in tutto o in parte, al capitale è avvenuto in modo residuale e solo da parte di colleghi in situazioni economiche insostenibili.
Forse allora è il momento di porsi il problema se i tagli fatti in questi anni non siano stati eccessivi e se non abbiano minato la sostenibilità di un servizio essenziale per i cittadini.
Occorre ora che tale emendamento sia confermato e convertito in legge come la categoria si augura. La misura garantisce, infatti, un peso determinante della professionalità del farmacista nelle scelte aziendali a tutela dei cittadini che accedono al servizio farmaceutico.
05 Dicembre 2018
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