Fesmed: “Obiezione di coscienza è un diritto del medico”
Il tentativo di risolvere per via legislativa la progressiva riduzione dei medici non obiettori è sbagliato nel principio e nel metodo. L’impostazione liberticida della proposta di legge in discussione alla Camera dei Deputati, contrasta con la risoluzione del Consiglio d’Europa ed inoltre, non tiene conto delle vere problematiche che portano i medici a sollevare l’obiezione di coscienza per l’interruzione della gravidanza.
I problema spesso sorge perché i medici non obiettori si ritrovano soli, senza alcun sostegno della direzione aziendale, ogniqualvolta si verifichi una complicanza alle procedure per l’interruzione della gravidanza o vi siano delle proteste, perché sono costretti a contestare delle datazioni della gravidanza chiaramente inverosimili, perché la direzione considera queste procedure come delle pratiche che qualcuno deve sbrigare, senza tenere in alcun conto il carico psicologico che comportano questi interventi. Lo conferma il fatto che queste attività vengono relegate negli orari più scomodi delle sedute operatorie, con il malcelato invito a far presto per liberare la sala.
Ancora una volta si sta perseguendo una logica punitiva per i medici cercando di limitare l’assunzione di specialisti obiettori e di impedire loro di raggiungere le funzioni apicali. Non si tiene in nessuna considerazione che l’azione non dovrebbe essere rivolta contro i medici ma, si dovrebbe far capire ai direttori delle Aziende che il contratto di lavoro mette a loro disposizione diversi strumenti per testimoniare ai medici non obiettori che stanno svolgendo un’attività utile all’azienda. Mi riferisco alla graduazione delle funzioni, agli obiettivi strategici aziendali, agli obiettivi di risultato, per citare alcuni dei provvedimenti che potrebbero essere utilizzati senza dover ricorrere ad iniziative punitive e limitative della libertà etica e morale del professionista.
Dr. Carmine Gigli
Presidente FESMED
11 Giugno 2013
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