Fimmg Lazio: “Sgomento e tristezza”
“I medici di Famiglia del Lazio – prosegue la nota – si stringono vicino al marito e ai due figli colpiti da una cosi grave tragedia e chiedono con fermezza alle autorità di far luce su come possa essere possibile che un uomo armato possa giungere in uno studio medico di una ASL senza che alcuno se ne accorga, e come mai in un reparto ad alto rischio come l’igiene mentale non ci siano meccanismi di controllo per evitare l'ingresso di armi e per tutelare i medici e i diversi operatori. Si sa – conclude la nota – che il nostro lavoro è ogni giorno a rischio e non si contano le morti, le aggressioni e le percosse, ricordiamo per tutti Claudio Carosino, medico di famiglia ucciso durante una visita domiciliare, ma quanto tempo e quante vittime dovranno passare affinché si possa porre rimedio e non privare mogli, mariti e figli dei loro cari?”.
05 Settembre 2013
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