Fimmg: “Lodevole l’attenzione del ministro, ma per un filtro all’area specialistica è essenziale valorizzare il ruolo dei medici di famiglia”
“Bene parlare di gestione trasparente delle prenotazioni di visite ed esami medici – dice Scotti – ottimo prevedere una riduzione dei tempi massimi per ottenere le prestazioni non urgenti. E’ anche giusto che si intervenga sui manager che non riescono ad ottenere i risultati stabiliti. Quello che ci sembra assurdo è che si vada ad intervenire sulle liste d’attesa senza in alcun modo prendere in considerazione una modifica della modalità prescrittiva che coinvolga attivamente i medici di famiglia nel rispetto dei criteri di sostenibilità e appropriatezza e di cooperazione integrativa con la specialistica. Su temi specifici e di grandissimo impatto, penso ad esempio alle visite specialistiche di area cardiologica, pneumologica, diabetologica, ci aspettiamo che le analisi sulle liste d’attesa non nascondano con artifizi informatici le attese determinate da obblighi prescrittivi di piani terapeutici ad esclusività specialistica e che invece si ragioni comprendendo che l’intervento prescrittivo dei medici di medicina generale può liberare energie specialistiche per un vero secondo livello di cura e non come accompagnamento di controllo amministrativo del primo livello”.
“Sarebbe ridicolo – conclude Scotti – che un direttore generale un domani possa essere messo in discussione per effetto di una lista d’attesa creata dalla burocrazia prescrittiva, che da obbligo dello stato diventi una sua responsabilità”.
22 Febbraio 2019
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