Fish: “Così si colpiscono i disabili più gravi”
Se il testo diventasse legge, a chi supera un reddito lordo superiore ai 40mila euro (70.000 se coniugato) non verrà più concessa l’indennità di accompagnamento. Chi ne è già titolare non avrà più rivalutazioni.
“Chi ha elaborato quella bozza dimentica che quella provvidenza ha una natura indennitaria, che è l’unico livello essenziale certo riconosciuto alle persone con disabilità. E, ancora una volta – ha proseguito Barbieri – si dimentica che la disabilità è la prima causa di impoverimento. Non si considera che una persona anziana, con grave disabilità, spende gran parte delle sue risorse, spesso intaccando il patrimonio, per garantirsi un’assistenza che lo Stato non offre. Il tutto accade in un Paese che preferisce sospingere le persone non autosufficienti verso il ricovero in istituto, anziché sostenere e favorire la domiciliarità”.
“Una attacco grave ad un principio che ci illudevamo fosse condiviso. Quelle stesse persone faranno i conti con il nuovo Isee (che a causa della legge Salva Italia di Monti considera un reddito la pensione sociale e di invalidità), con i nuovi tributi, con la probabile introduzione di nuovi ticket, con la compressione dei servizi sociali da parte degli enti locali”. Una reazione molto contrariata quella di Fish anche di fronte alla previsione di un Fondo per la non autosufficienza inferiore ai 300 milioni e all’incertezza intorno al Fondo per le politiche sociali.
“Giusto ieri Ban Ki-Moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite – ha concluso il presidente Fish – confidava in un mondo dove le persone con disabilità possano avere un ruolo ancora più rilevante come parte attiva del cambiamento. Ma i segnali che rileviamo sono di tutt’altra tendenza. Essi conducono verso la dipendenza, la segregazione, la discriminazione. Altro che 'parte attiva del cambiamento'".
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15 Ottobre 2013
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