Fnomceo: “No a sanità ad autonomia differenziata, sì al confronto con cittadini e altre professioni”
Così Filippo Anelli, Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), commenta la proposta, emersa questa mattina durante la presentazione, a Lungotevere Ripa, del VI Rapporto dell’Osservatorio civico sul federalismo in Sanità.
“Come Fnomceo siamo stati tra i primi, dopo un’attenta riflessione con i nostri Ordini e con i Sindacati medici, a sollevare la questione delle autonomie regionali in materia di sanità – continua Anelli – perché siamo fermamente convinti che il trasferimento di competenze, se condotto in maniera troppo netta e perentoria, confligga con la visione unitaria e solidaristica del servizio Sanitario Nazionale, mettendone in pericolo la stessa sopravvivenza, e con gli articoli 3 e 32 della Costituzione, aumentando le disuguaglianze tra i cittadini”
“La Legge 833 del 1978 ha sancito la nascita del nostro Servizio Sanitario Nazionale, fondandolo su alcuni principi fondamentali, tra cui l’universalismo e la solidarietà – spiega ancora -. Ciò significa che a tutti i cittadini va garantita la Salute nello stesso modo, negli stessi termini, con uguali diritti, in ossequio agli articoli 3 e 32 della nostra Costituzione. E vuol dire anche che se un cittadino, o una Regione, si trovano in difficoltà, gli altri cittadini, le altre Regioni devono adoperarsi per aiutarli. Un sistema, dunque, concepito come organico, flessibile, solidaristico e che verrebbe messo a rischio dall’uscita di più Regioni”.
“Diciamo un secco no a queste fughe in avanti, a questa diversificazione che vuole snaturare il nostro Servizio Sanitario, che è stato pensato come nazionale – afferma il Segretario della Fnomceo Roberto Monaco, che ha partecipato questa mattina all’incontro – Le richieste di autonomia differenziata non sono la risposta a tutte le mancate soluzioni. Il rischio è una sempre maggiore disuguaglianza in termini di accesso alle cure. Dobbiamo invece lavorare tutti insieme per tutelare diritti fondamentali in un paese civile, quali la salute e l’istruzione, diritti che, come i dati dimostrano, sono intrinsecamente legati: chi ha un minor grado di istruzione, infatti, è svantaggiato nell’accesso alle cure".
“Sono necessarie regole, che permettano di trovare un giusto equilibrio tra le istanze di autonomia delle Regioni e il diritto dei cittadini all’uguaglianza e alla tutela della salute – conclude Anelli –; queste regole non possono che scaturire da un confronto sereno tra tutte le parti in causa”.
18 Ottobre 2018
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Dislipidemie, come cambia la gestione del colesterolo LDL: la nuova Intelligence Review di QS Pro Gold

Caregiver. Via libera della Camera: riconosciuta la figura, arrivano contributo economico e tutele

Sanità. I bilanci delle Regioni in profondo rosso: il buco sale a 2,3 miliardi nel 2025, +52% in un anno

Tumore del pancreas metastatico. Ema dà il via libera al daraxonrasib. Il farmaco che raddoppia la sopravvivenza

Contratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novità

Dislipidemie, come cambia la gestione del colesterolo LDL: la nuova Intelligence Review di QS Pro Gold

Contratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novità

Caregiver. Via libera della Camera: riconosciuta la figura, arrivano contributo economico e tutele

Arrivano i nuovi Lea. Via libera a 800 nuove prestazioni e servizi: dalla Sma ai test prenatali, ecco le novità. Schillaci: “Ssn più equo e moderno”

Russia. Polmonite fulminante e sospetto di peste: cosa sappiamo e cosa no