Fvm a Grillo: “Nuove modifiche a ddl non tutelano veterinari che operano al di fuori delle strutture”
“Ed è proprio in queste attività produttive – rimarca Grasselli -, dove per svolgere le funzioni di tutela della salute pubblica i Veterinari sono obbligati a recarsi, spesso da soli per la cronica carenza di personale, che si verificano troppo frequentemente gli atti di aggressione e violenza ai loro danni, la cui documentazione è in possesso dell'Osservatorio a suo tempo istituito presso il suo ministero”.
“Circoscrivere – prosegue – l’area delle aggressioni alle strutture sanitarie esclude dall’ambito delle tutele anche l’altro personale medico, sanitario e tecnico che opera per i dipartimenti di prevenzione delle ASL, che svolge attività di vigilanza e controllo presso le attività produttive, le aziende commerciali alimentari, le mense, le ristorazioni, i cantieri edili, e tutti gli insediamenti produttivi privati”.
Da qui la richiesta per “ottenere un emendamento governativo per riformulare la modifica dell’articolo 583-quater come di seguito si propone: “Le stesse pene si applicano in caso di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni del servizio presso strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche o private, o attività di controllo e vigilanza sanitaria presso privati ai sensi di legge”, o comunque con un testo di pari tenore che elimini, quindi, ogni riferimento esclusivo al luogo in cui tali fatti avvengono”.
“Auspichiamo – conclude – inoltre che tra le componenti rappresentative dell’Osservatorio, siano inclusi i sindacati che acquisiscono i dati del fenomeno delle aggressioni e dei tentativi di intimidazioni e lo monitorano da lungo tempo, anche con iniziative autonome”.
15 Luglio 2019
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