Gallo (Ass. Luca Coscioni): “I dati della relazione vanno interpretati da esperti, non da consulenti”
"Ricordiamo che tra queste regioni – prosegue – c’è anche la regione Lazio che dal 2004 ad oggi non ha mai reso noto come ha utilizzato e se ha utilizzato questi fondi oltre a non avere neppure autorizzato i centri di fecondazione e attuando solo negli ultimi mesi ora una politica per le autorizzazioni in piena violazione della legge 40. Facendo poi un confronto con le altre relazioni al Parlamento si scopre anche che la regione Campania mantiene in vigore linee guida regionali in materia emanate nel 2003 prima dell'entrata in vigore della legge 40/04, sorge spontaneo chiedersi come mai? Anche in questo caso il Ministero è latitante nelle sue funzioni come i ministri precedenti".
Gallo rincara poi la dose: "E' alquanto curioso – attacca – che a interpretare dati scientifici, di sorveglianza, di una relazione così importante, per la prima volta liquidata con una pubblicazione alle sette di sera sul portale del Ministero, non sia un ricercatore o un esperto, magari tra quelli che l'hanno costruita, ma la dottoressa Assuntina Morresi, nota soprattutto per essere stata impegnata nelle campagne a difesa della Legge 40, e braccio destro dell'ex segretario Roccella. Una relazione che, per di più, mostra un'inversione di tendenza importante".
Entrando nel dettaglio della redazione, Gallo afferma che "i dati raccolti dal Registro Nazionale PMA e forniti al Ministro della Salute riguardano l’applicazione delle tecniche di PMA nel 2011 evidenziano sicuramente una copertura sul rilevamento del 100%, ma sarebbe sicuramente utile per il Registro Nazionale avere i dati per singolo ciclo di trattamento in modo da evidenziare anche i singoli casi, la ripetizione dei trattamenti e i casi più difficili. In questo modo si potrebbe anche meglio interpretare il calo di gravidanze e nati nelle donne più giovani, probabilmente dovuto ad una politica cauta rispetto al trasferimento embrionario per evitare gravidanza e a rischio. Attualmente così non è dato sapere se il calo delle gravidanze nelle donne più giovani è dovuto anche – conclude – ad una ripetizione di cicli per casi più gravi".
25 Luglio 2013
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