Gelli (PD): “Equilibrio tra diritto salute e libertà personale”
“Si consente alla persona – spiega – in previsione di una possibile propria futura incapacità, di autodeterminarsi esprimendo le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, compresi il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari. Si prevede poi la possibilità di indicare una persona di fiducia che faccia le nostre veci e ci rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Anche nei casi riguardanti la possibile scelta da parte dei pazienti di interrompere le proprie terapie, non siamo in presenza di un intervento eutanasico. Si prevede infatti solo la possibilità da parte del paziente di opporre il suo rifiuto a forme di accanimento terapeutico”.
“Una legge quindi, e dobbiamo ricordarlo con forza, che non prevede nessun abbandono terapeutico del paziente”, conclude.
20 Aprile 2017
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